Pattuglia di Carabinieri
Pattuglia di Carabinieri

Un bambino down di 11 anni è scappato da scuola senza che nessuno se ne accorgesse. A notarlo è stata la sorella del ragazzino. La ragazza era infatti andato a prenderlo durante l’orario di fine lezioni, alle 13:30. È accaduto in una scuola media di Bologna. I carabinieri si sono immediatamente attivati per le ricerche. Dopo un’ora e mezza di grande preoccupazione, la famiglia è stata tranquillizzata dalla chiamata di un vigile del fuoco. L’uomo, libero dal servizio, ha informato di avee casualmente notato alla Meridiana di Casalecchio l’11enne. Lo ha descritto come impaurito e del tutto spaesato.

Bologna, bambino down scappa da scuola: ritrovato

I carabinieri della compagnia di Borgo Panigale, in seguito alla segnalazione da parte del vigile del fuoco, sono andati a prendere il ragazzino. Lo hanno poi riaffidato ai suoi cari. I militari dell’Arma lo hanno rintracciato intorno alle 15. Il bambino, come precisa l’Ansa, si trovava in stato confusionale. Sono poi iniziati accertamenti per comprendere come l’11enne si sia potuto allontanare dall’istituto che frequenta. Come precisa il Resto del Carlino, nel caso in cui si identificassero i responsabili che hanno permesso la fuga del ragazzino, sarebbero accusati di omessa custodia.

Chi è il responsabile secondo la legge?

Come precisa Laleggepertutti.it, nei casi come quello di cui si è parlato in questo articolo, i responsabili potrebbero essere gli insegnanti, il personale ausiliario o la scuola nel suo complesso. Tuttavia, è necessario stabilire chi stava vigilando sull’alunno nel momento in cui si è allontanato. Ad ogni modo, se a livello civile la responsabilità dell’episodio può ricadere sulla scuola in quanto ente, dal punto di vista penale la responsabilità penale è personale ed è pertanto un vero e proprio reato.

È possibile fare l’esempio di un a vicenda di cui si è occupata in passato la Corte di Cassazione riguardo a un bimbo di 5 anni uscito, senza che nessuno lo notasse, dal portone principale dell’istituto in cui si trovava, per tornare a casa. Di quanto accaduto era stata incriminata la collaboratrice scolastica, la quale non aveva presidiato l’uscita. Se in un primo momento la lavoratrice aveva ricevuto una condanna, in seguito la Suprema Corte ha deciso che il processo era da rifare.

Il motivo è molto semplice: la Suprema Corte riconosce il dubbio che la collaboratrice non fosse consapevole del rischio che un minore sarebbe potuto uscire dalla scuola dell’infanzia in cui si trovava e allontanarsi. Di sicuro, la collaboratrice non aveva intenzione che il piccolo andasse via e probabilmente neanche il bimbo era del tutto consapevole, vista la sua tenera, di ciò che stava facendo. Da notare come in un primo momento anche due insegnanti erano finite sotto processo, per poi essere prosciolte in quanto il piccolo aveva chiesto di andare in bagno e si era dunque allontanato rimanendo privo di sorveglianza, tuttavia senza la diretta responsabilità delle maestre.