Supplenze docenti e ATA

Supplenze, nonostante i proclami del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, sulla copertura delle cattedre, anche questo anno scolastico 2021/22 è iniziato con tantissimi problemi. Come evidenzia il quotidiano ‘Repubblica’, nonostante la macchina assunzionale predisposta dal Ministero dell’Istruzione si sia mossa con notevole anticipo rispetto agli altri anni, le nomine dei docenti precari in alcune aree dell’Italia non procedono, causando notevoli disagi.

Scuola, mancano gli insegnanti in molte zone d’Italia: altro che addio alla supplentite

Il problema della copertura delle cattedre, come ormai d’abitudine, è soprattutto al Nord. A Brescia si devono ancora assegnare 480 cattedre, 180 su posti comuni e 300 per il sostegno. La situazione è, comunque, migliorata rispetto allo scorso anno, come fa notare il provveditore Giuseppe Bonelli. A Milano, invece, si registrano moltissimi rifiuti: su diecimila insegnanti nominati, sono ben duemila i docenti che hanno rinunciato alla cattedra.

Supplenze, tantissimi rifiuti 

Situazione complicata anche a Roma dove ANP ha scritto al provveditore Rocco Pinneri denunciando insostenibili difficoltà in moltissime scuole e il fatto che i media descrivono un quadro rasserenante che non corrisponde affatto alla realtà.

‘Nelle more dell’espletamento delle operazioni di assegnazione dei docenti dalle Graduatori per le supplenze, Gps, le convocazioni da Graduatorie di istituto vanno pressoché deserte. In questa situazione – spiega l’Associazione Nazionale Presidi – le scuole non riescono a garantire né l’orario scolastico né tanto meno le attività di insegnamento, con conseguente e legittimo dissenso da parte delle famiglie e degli studenti’. 

I dirigenti scolastici starebbero già assumendo da MAD, ne è convinto il segretario generale di Uil Scuola, Pino Turi. ‘È la riprova di una situazione di difficoltà non risolta, crea altro precariato e dimostra che l’arruolamento anche quest’anno non è sotto controllo’.

Caos algoritmo, promossi docenti con minor punteggio

Come se non bastasse, l’algoritmo del Ministero dell’Istruzione ha fatto danni anche quest’anno con le nomine dalle GPS. ‘Repubblica’ cita l’esperienza di Chiara Colasanti: ‘Sono a casa con 100 punti perché nell’algoritmo non sono mai state inserite le scuole da me scelte. Il ministro ha bloccato le piattaforme per le convocazioni da graduatorie di istituto. Molte scuole non possono garantire la didattica. In una scuola del centro di Roma mancano 17 insegnanti su posto comune e 8 su sostegno. Le scuole in periferia stanno messe anche peggio’.

Come ha evidenziato lo studio legale dell’avvocato Michele Bonetti, principalmente sono due le anomalie riscontrate nel funzionamento dell’algoritmo. La prima si riferisce agli aspiranti supplenti che non sono stati chiamati né in prima convocazione (per mancanza di posti nelle preferenze indicate), né in occasione del secondo turno di nomine, quando i posti si sono poi resi disponibili. Il tutto perché l’algoritmo è ripartito chiamando il nominativo del primo docente non convocato.


La seconda anomalia, invece, riguarda quei posti che si sono resi disponibili dopo la chiusura dei termini dell’invio delle domande: i candidati, sulla base dei file delle disponibilità pubblicato dagli USR, hanno ritenuto che quei posti fossero già occupati e, quindi, li hanno scartati nell’indicazione delle loro preferenze. Salvo, poi, scoprire che quei posti, in realtà, sarebbero stati disponibili.
Anomalie, chiamiamole così, che, in seconda convocazione, hanno finito per premiare quei docenti che possedevano un punteggio più basso in graduatoria.