La problematica delle pensioni per il personale scolastico

Riforma pensioni, la nuova richiesta da parte dell’Anief: “Introdurre Quota 96 per i lavoratori della scuola”. Le parole del presidente Marcello Pacifico. Ecco cosa c’è da sapere a riguardo.

Pensioni: come funziona Quota 96

Nel corso degli ultimi giorni il sindacato Anief (Associazione nazionale insegnanti e formatori) è tornato a prendere le difese del personale scolastico, soprattutto per ciò che concerne il fronte pensionistico.

In particolare, l’Anief ha ribadito una volta di più la necessità di introdurre una misura per evitare “il ritorno alla Legge Fornero integrale” all’interno della scuola.

Ad indicare una possibile soluzione al problema è stato lo stesso sindacato che ha individuato in Quota 96 una strada percorribile.

Ma come funzionerebbe questo meccanismo di anticipo pensionistico per i lavoratori della scuola?

In pratica, attraverso Quota 96, il comparto scolastico potrebbe lasciare in anticipo il mondo del lavoro con:

  • 60 anni di età e 36 di contributi;
  • oppure con 61 di età e 35 di contributi versati.

Le dichiarazioni di Marcello Pacifico

Sulla questione è intervenuto in primo luogo anche il presidente Anief, Marcello Pacifico, il quale ha sottolineato una volta di più quali sono i rischi a cui i dipendenti della scuola possono andare incontro con il passare degli anni.

“Non si può obbligare a rimanere fino a 67 anni anche chi è sfinito e chiede solo di vedere materializzarsi un suo diritto”. Ha dichiarato Pacifico.

“Stiamo assistendo ad una evidente ingiustizia che si somma a quella del mancato riconoscimento della sindrome di burnout ed al non adeguamento stipendiale ai rischi biologici che comporta la professione”. Ha aggiunto subito dopo.

Ma non è tutto, perché stando sempre alle parole del presidente Anief, “Negare delle forme di pre-pensionamento alla categoria scolastica significa poi caricare il sistema sanitario nazionale, perché risulta alta la percentuale di docenti e Ata attorno ai 60 anni con patologie per motivi legati allo stress da lavoro correlato”.  

Ed è proprio per tali ragioni che il sindacato è giusto alle seguenti richieste: