maltempo
Allerta meteo

In queste ore il maltempo sta colpendo buona parte dell’Italia e capita che alcuni docenti e ATA abbiano difficoltà a presentarsi sul posto di lavoro, facendo segnare un’assenza. Come va giustificata questo tipo di assenza? Può essere retribuita? Va recuperata? Vediamo cosa prevede il CCNL.

Assenza per maltempo personale della scuola

Il CCNL scuola non prevede effetti o clausole particolari per le assenze per causa di forza maggiore attribuibili a eventi atmosferici, come il maltempo. Per forza maggiore, si intende ‘un evento non imputabile né ai lavoratori né al datore di lavoro’. Sicuramente il maltempo può rientrare in questa categoria.

L’ARAN chiarisce che un dipendente che si assenta per cause di forza maggiore, non può essere sanzionato sul piano disciplinare. E’ però necessario che abbia comunicato l’assenza, rispettando la normativa prevista dal contratto.

Paolo Pizzo, su Orizzonte Scuola, menziona due articoli del Codice Civile, il 1256 e 1258, i quali dispongono:

“ L’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa impossibile“.
“ La stessa disposizione si applica quando, essendo dovuta una cosa determinata, questa ha subito un deterioramento, o quando residua alcunché dal perimento totale della cosa”.

L’onere della prova, spiega, potrebbe consistere anche nell’allerta meteo nella località di provenienza del dipendente (quando è stata emanata ufficialmente dalle autorità competenti), perché il dipendente può essere impossibilitato a raggiungere la scuola per una causa non imputabile al dipendente stesso.

Ma come si gestisce dal punto di vista economico questo tipo di assenza?

Assenza per forza maggiore: è retribuita?

La sentenza 481 del 1984 del Cassazione, stabilisce che “il datore di lavoro non è tenuto a corrispondere la retribuzione per i periodi di mancata effettuazione della prestazione lavorativa“. Detto questo, è possibile ovviare al problema ricorrendo a due istituti previsti dalla contrattazione collettiva, ovvero le ferie e i permessi personali retribuiti.

L’amministrazione può anche optare per il recupero delle ore di mancato lavoro, esattamente come accade nei permessi brevi retribuiti dei docenti.