Riforma pensioni a rischio
Pensionati

Riforma pensione 2022: uscita dal mondo del lavoro a 62 anni di età, ma senza Quota 100. Quali sono le opzioni possibili e le proposte in gioco a partire dal prossimo anno. Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Come lasciare il lavoro in anticipo senza Quota 100

Come sappiamo ormai da diverso tempo con la fine del 2021 Quota 100, la misura sperimentale di anticipo pensionistico, cadrà ufficialmente in disuso.

Tuttavia, sembrerebbe proprio che anche a partire dal prossimo anno sarà ancora possibile uscire dal mondo del lavoro a 62 anni di età.

Anche se, infatti, si assisterà al ritorno della Legge Fornero, il Governo sta al momento lavorando ad una serie di proposte per introdurre una qualche forma di flessibilità in uscita ed evitare il cosiddetto scalone di 5 anni.

Benché quindi i lavoratori non potranno più beneficiare di Quota 100, vediamo quali potrebbero essere le altre strade percorribili per lasciare il lavoro prima dei 62 anni:

  • pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne);
  • Quota 41 per i lavoratori precoci a prescindere dall’età;
  • Opzione donna (58 anni le dipendenti, 59 le autonome con 35 anni di contributi);
  • lavoratori usuranti;
  • scivoli o trattamenti di prepensionamento.

Pensione a 62 anni di età e con 35 di contributi

Ma non è tutto, perché oltre alle opzioni sopra elencate vi sarebbe anche un’altra nuova proposta presentata alla Camera e formulata dal centro-destra (Forza Italia) per evitare di aspettare i 67 anni per andare in pensione.

Se questa fosse approvata, i lavoratori potrebbero lasciare il mondo del lavoro a 62 anni di età e con 35 di contributi versati.

In questo modo, si avrebbe lo stesso requisito anagrafico di Quota 100, ma con 3 anni di contributi in meno e con una penalizzazione pari al 2% per ogni anno di anticipo.

Ciò significherebbe, quindi, un taglio minimo del 2% per chi intende andare in pensione a 66 anni ed uno massimo del 10% per chi vuole usufruire della misura direttamente a 62.

Inoltre, a rendere la proposta ancor più interessante è il fatto che l’assegno pensionistico, per essere concesso, dovrebbe arrivare ad una soglia minima di importo, evitando di conseguenza l’aumento del numero dei cosiddetti nuovi poveri.