Istruzione parentale
Istruzione parentale

Istruzione parentale, l’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia ha pubblicato in data 14 ottobre 2021 la Nota N. 22777 avente come oggetto ‘Chiarimenti in ordine all’assolvimento dell’obbligo scolastico‘. In modo particolare, l’Ufficio Scolastico ha fornito alcune indicazioni complessive sulla gestione di richieste di cosiddetta “istruzione famigliare” in regime di obbligo di istruzione, in presunta alternativa all’istruzione parentale e alla frequenza di corsi ordinari del sistema pubblico statale, paritario o non paritario.

Istruzione famigliare e parentale, Nota N. 22777 dell’USR Lombardia

La Nota sottolinea come l’istruzione parentale rappresenti una delle forme con le quali può essere assolto l’obbligo scolastico. Viene richiamato quanto esposto dall’articolo 23 del Decreto legislativo N. 62 del 13 aprile 2017 dove si legge: “In caso di istruzione parentale, i genitori dell’alunna o dell’alunno, della studentessa o dello studente, ovvero coloro che esercitano la responsabilità genitoriale, sono tenuti a presentare annualmente la comunicazione preventiva al dirigente scolastico del territorio di residenza. Tali alunni o studenti sostengono annualmente l’esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva in qualità di candidati esterni presso una scuola statale o paritaria, fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione”.

In merito alla responsabilità del Dirigente Scolastico e del Sindaco vengono richiamate le indicazioni ministeriali consultabili all’indirizzo: https://www.miur.gov.it/istruzioneparentale ove è richiamato il contenuto dell’art. 2, comma 1, del Decreto ministeriale 489/2001. 

La norma primaria – si legge nella Nota – non prevede che i genitori si avvalgano della facoltà di richiedere gli esami di idoneità, ma prescrive che gli studenti debbono sostenerli. 

Partendo da questo presupposto, si rende necessario mantenere in anagrafe gli studenti e i loro tutori legali per i dovuti controlli da parte dell’istituzione scolastica. Inoltre, gli studenti che si avvalgono di istruzione parentale devono essere registrati nelle anagrafiche del SIDI, senza con ciò risultare iscritti; pertanto, la cancellazione dei loro dati, spesso richiesta da parte delle famiglie che invocano il diritto all’“istruzione famigliare” è impossibile e il fondamento della necessità di trattare il dato (anagrafica, residenza, recapito, tutori) trova fondamento nell’obbligo di controllo in capo all’Istituzione scolastica.

Secondo l’attuale ordinamento, in ogni caso, non risulta compromesso il diritto, costituzionalmente tutelato, di adempiere all’obbligo scolastico anche privatamente, secondo quanto stabilito dall’art. 111 del Decreto Legge 297/94. L’ordinamento scolastico vigente, infatti, continua a prevedere la possibilità  di non far frequentare la scuola dell’obbligo ai minori, ma di svolgere un percorso di istruzione “privato”, autogestito o realizzato con l’ausilio di soggetti esterni.

Resta, comunque, fermo l’obbligo, per i genitori o per chi detiene la responsabilità genitoriale, di “dimostrare la capacità tecnica o economica e darne comunicazione anno per anno alla competente autorità, che provvede agli opportuni controlli”. Tali controlli si sostanziano, oggi, nell’effettuazione annuale degli esami di idoneità.

Pertanto, in caso di istanze della famiglia di riconoscimento di proprie richieste di accesso all’istruzione “famigliare”, priva di ogni controllo da parte dell’istituzione scolastica, si suggerisce di notiziare per iscritto il Sindaco del Comune competente, l’Ufficio scolastico territoriale (UST) e il Servizio Ispettivo regionale e di trasmettere i chiarimenti qui contenuti alla famiglia e/o al legale tutore, ribadendo che, in assenza di iscrizione a scuola non paritaria, il regime di istruzione parentale prevede obbligatoriamente l’esame di idoneità per l’ammissione alla classe successiva.

L’USR Lombardia, inoltre, richiama quanto previsto dal nostro ordinamento in materia di obbligo scolastico, dove vengono indicate tre forme di adempimento, ovvero l’istruzione pubblica statale, pubblica paritaria e regionale, sistema non paritario, istruzione parentale. Non è contemplata, invece, l’istruzione ‘famigliare’ (si veda la pagina sul sito del Ministero dell’Istruzione https://www.miur.gov.it/obbligo-scolastico).

La Nota si conclude con l’indicazione delle sanzioni previste in caso di inadempienza del genitore o tutore legale secondo quanto previsto dall’articolo 731 del Codice Penale.

NOTA