Lavoratrici
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Opzione donna 2022, si discute ancora sulla proroga: cosa deciderà il governo? L’arrivo della risposta definitiva è previsto per la fine del mese. Ecco cosa potrebbe accadere a partire dal prossimo anno.

Opzione donna 2022

Tra le manovre più attese e discusse all’interno della prossima Legge di Bilancio c’è senza dubbio la proroga di Opzione donna. Il meccanismo di anticipo pensionistico al momento riservato alle lavoratrici con almeno 35 anni di contributi versati e 58 anni di età (59 le autonome).

Attualmente, infatti, il governo Draghi non ha ancora dato una risposta definitiva a riguardo. Tuttavia, è altamente probabile che tale misura venga riconfermata anche per il 2022, nella speranza che possa essere inoltre resa strutturale nel minor tempo possibile.

In particolare, l’arrivo della decisione definitiva dovrebbe arrivare entro la fine del mese di ottobre. Dal momento che il governo dovrà di fatto presentare al Parlamento il Disegno di Legge di Bilancio entro il 20.

Ma cosa potrebbe accadere qualora la proroga non dovesse essere riconfermata? Scopriamolo subito.

Cosa potrebbe accadere senza proroga?

Al di là di ogni previsione, sono molte le lavoratrici che hanno già cominciato a chiedersi cosa potrebbe accadere qualora Opzione donna non dovesse più essere prorogata.

A tal proposito, bisogna specificare che per la presentazione della domanda di Opzione Donna non sono previsti limiti temporali. Pertanto, così come accade per Quota 100, anche per questa misura vale la cosiddetta cristallizzazione del diritto alla pensione.

Ciò significa, quindi, che le lavoratrici che hanno maturato i requisiti anagrafici e di contributi sufficienti per accedere ad Opzione donna entro il 31 dicembre 2020 potranno continuare beneficiare della misura anche nel corso dei prossimi anni.