scritta concorso alla lavagna
scritta concorso alla lavagna

Più volte si è definito questo autunno come una stagione calda per i tantissimi precari che aspirano all’immissione in ruolo: si aspettano infatti i bandi integrati per i concorsi docenti 2021 le cui prove scritte dovrebbero svolgersi entro il 31 dicembre. Questi dovrebbero riguardare tutti gli ordini di scuola e da ora in avanti dovrebbero avere cadenza annuale come annunciato più volte dallo stesso Bianchi. Ricordiamo alcuni aspetti rilevanti.

Concorsi docenti 2021, commissioni esaminatrici

Per dare l’avvio ai concorsi docenti 2021 occorre predisporre le apposite commissioni che dovranno esaminare le prove dei candidati: questa certamente è una complessa operazione per gli Uffici Scolastici Regionali, soprattutto se si vuole rientrare nei termini previsti del 31 dicembre.

Per i concorsi ordinari non ci dovrebbero essere modifiche apportate all’integrazione dei bandi rispetto a quanto già predisposto: per ogni 500 aspiranti alla prova scritta si prevede una commissione esaminatrice, per una frazione maggiore di 500 una sottocommissione.

Ogni commissione si compone con un presidente (ruolo svolto da un DS, due insegnanti, un segretario, componenti aggregati per informatica ed inglese. Si dovrebbero prevedere anche dei possibili supplenti per gli esaminatori.

Quante commissioni necessarie?

Quante commissioni saranno necessarie per i concorsi 2021? Relativamente al concorso per la scuola dell’infanzia e primaria, la formazione delle commissioni dovrebbe essere abbastanza semplice poiché già predisposte prima della riforma.

Cosa diversa per la secondaria, le cui 127 classi di concorso coinvolte rendono complessa questa composizione. Secondo uno studio condotto da Tuttoscuola si potranno prevedere circa 580 commissioni: a queste si aggiungeranno le sottocommissioni in base al numero dei candidati della prova scritta. In base ai calcoli di Tuttoscuola si potrebbero avere fino a 400 sottocommissioni: a conti fatti occorrerebbero oltre 5 mila membri, supplenti esclusi.

Riserva del 30% dei posti

Ricordiamo che il Decreto Sostegni Bis, oltre a semplificare la procedura concorsuale, ha previsto una riserva del 30% dei posti: questo accantonamento sarebbe per ogni regione, classe di concorso e tipologia di posto. Sarebbe a favore degli aspiranti che hanno svolto tre anni di servizio anche non continuativi nelle scuole statali negli ultimi dieci anni. Il servizio richiesto deve essere svolto entro i termini previsti per l’inoltro della domanda di partecipazione. Tale riserva si applica solo nel momento in cui i posti messi a bando sono pari o maggiori di 4.