2 cerchi di omini
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Per garantire l’integrazione scolastica, da quest’anno 2021/22 i docenti sprovvisti di titolo di specializzazione sul sostegno dovranno svolgere una formazione obbligatoria sull’inclusione. Ricordiamo che tale formazione consta di 25 ore ed è rivolta a tutti gli insegnanti privi di titolo nelle cui classi ci sono alunni con disabilità. Con la Nota del 15 ottobre 2021 arriva una nuova scadenza indicata dal Ministero per svolgere queste ore formative: facciamo il punto sulla questione.

Formazione sull’inclusione, obbligatorietà

La Legge di Bilancio 2021, art. 1 comma 961 introduce un’importante novità in ambito scolastico al fine di garantire l’integrazione dei soggetti più deboli: la formazione obbligatoria sull’inclusione per tutti i docenti privi del titolo di sostegno con in classe alunni certificati. Ne sono coinvolti anche i docenti con contratto a tempo determinato qualora non avessero relativo titolo di specializzazione.  

Nonostante le pressioni dei sindacati, questo percorso formativo sembra essere confermato ed obbligatorio: i docenti sono tenuti a frequentare corsi organizzati dalle scuole o da reti di scuole. L’art. 1 comma 1 del Decreto 188 infatti chiarisce l’obbligatorietà di questa formazione. I sindacati più volte hanno richiesto che queste ore fossero retribuite o comprese nelle 40 ore funzionali all’insegnamento: ad oggi non è arrivata ancora nessuna risposta in merito da parte del Ministero.

Scadenza rinviata a marzo

Con nota 32063 del 15 ottobre 2021, il Ministero dell’Istruzione comunica che la data di scadenza relativa alla formazione sull’inclusione è rinviata al 30 marzo 2022. Così infatti si legge:

“Si è dovuto prendere atto che la sentenza TAR Lazio n. 9795 del 14 settembre 2021, con cui si è disposto l’annullamento del DI n. 182/2020 e dei suoi allegati (Linee guida, modelli di PEI, Allegati C e C1), ha condizionato negativamente lo svolgimento dell’attività formativa, ritenuta obbligatoria dall’art. 1, comma 961, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, e che difficilmente tale attività potrà essere completata e rendicontata entro il termine previsto.

Vi è così l’esigenza, nelle more di eventuali indicazioni sulla loro modularizzazione, di consentire la prosecuzione dei percorsi formativi anche dopo la data del 30 novembre al fine di dare attuazione alle politiche dell’inclusione previste dalla disposizione legislativa richiamata. In caso di impossibilità di concludere i percorsi entro i termini previsti, si ritiene pertanto che le istituzioni scolastiche possano portare avanti l’attività in esame, avendo cura di concludere la formazione prevista entro e non oltre il 30 marzo 2022”.

La nota stessa, quindi, spiega i motivi del rinvio, riconducibili alla sentenza del TAR del Lazio del 14 settembre scorso.