Ape contributiva
Ape contributiva

Riforma pensioni 2022: in arrivo la proposta dell’Ape contributiva. Vediamo subito in che cosa consisterebbe questa misura di anticipo pensionistico e quali sarebbero tutti i requisiti per beneficiarne.

Riforma pensioni: le misure al vaglio

Proprio in questi giorni è al vaglio la bozza della nuova Legge di Bilancio, al cui interno sono contenute anche le misure legate alla prossima riforma delle pensioni.

L’obiettivo è, infatti, quello di evitare il cosiddetto scalone di 5 anni che si andrebbe a creare una volta scaduta Quota 100.

Come precedentemente anticipato, al momento sarebbero due le propose in gioco. Il rafforzamento dell’Ape sociale da un lato e la pensione divisa in due quote dall’altro.

Ed è proprio in questo contesto che si delineerebbe così una terza via che sembra essere un punto di incontro fra le altre due. Stiamo parlando dell’Ape contributiva. Vediamo subito di cosa si tratta.

In cosa consisterebbe l’Ape contributiva

L’Ape contributiva consentirebbe, di fatto, di andare in pensione con lo stesso requisito anagrafico dell’Ape Sociale (63 o 64 anni) e con almeno 20 anni di contributi versati.

La differenza sostanziale risiederebbe, quindi, nel calcolo dell’assegno. In pratica, una volta raggiunta tale soglia, al lavoratore sarebbe concesso un anticipo della pensione solo per la quota contributiva. L’eventuale parte retributiva sarebbe, poi, liquidata al compimento dei 67 anni.

A tutto ciò si aggiunge, inoltre, anche un altro requisito fondamentale. Aver maturato al momento della richiesta una quota contributiva di pensione di importo pari o superiore a 1,2 volte l’assegno sociale.

Ad ogni modo, secondo il presidente Inps Pasquale Tridico, si tratterebbe di un’ipotesi “sostenibile dal punto di vista finanziario”, in quanto il costo stimato sarebbe di 453 milioni nel 2022, fino a 1,165 miliardi nel 2025, con risparmi dal 2028.

In più, questo meccanismo consentirebbe fra l’altro di dar vita a formule di staffetta generazionale e part-time, al fine di favorire l’occupazione giovanile.