Immissioni in ruolo docenti con riserva
Immissioni in ruolo docenti con riserva

Immissioni in ruolo docenti con riserva, il TAR del Lazio si è pronunciato in merito alla questione riguardante la cancellazione dalle graduatorie: la nuova sentenza, la N. 10534 del 13 ottobre, ha sancito l’illegittimità del depennamento. Vediamo in dettaglio come si è espressa la Sezione III Bis del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio.

Immissioni in ruolo docenti con riserva ed effetti sulle graduatorie, la sentenza del TAR del Lazio

Come riportato anche da Orizzonte Scuola, il TAR del Lazio si è pronunciato in merito ad un ricorso collettivo tramite il quale si sono volute impugnare le istruzioni operative finalizzate alle immissioni in ruolo docenti per l’anno scolastico 2020/21, in particolar modo nei contenuti della Nota N. 24335 dell’11 agosto 2020.

Qui si stabiliva che l’immissione in ruolo del personale docente avrebbe determinato la cancellazione da ogni graduatoria finalizzata alla stipula di contratti a tempo determinato o indeterminato, eccezion fatta per le graduatorie di merito concorsuali. Nella stessa Nota si chiedeva l’estensione di tale provvedimento anche ai docenti immessi in ruolo con riserva in conseguenza di provvedimenti giurisdizionali di natura cautelare.

La Nota N. 24335

In particolare, nella suddetta Nota, si leggeva quanto segue: ‘…si ritiene opportuno precisare che la disposizione di cui all’art. 399, comma 3 bis, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, che dispone: “l’immissione in ruolo comporta, all’esito positivo del periodo di formazione e di prova, la decadenza da ogni graduatoria finalizzata alla stipulazione di contratti di lavoro a tempo determinato o indeterminato per il personale del comparto scuola, ad eccezione di graduatorie di concorsi ordinari, per titoli ed esami, di procedure concorsuali diverse da quella di immissione in ruolo”, trova applicazione, in assenza di un’espressa – diversa – disposizione normativa, anche nei confronti del personale iscritto, con riserva, nelle graduatorie utili ai fini dell’immissione in ruolo e, pertanto anche nei confronti del personale in possesso di diploma magistrale, iscritto nelle graduatorie ad esaurimento con riserva, per effetto di provvedimenti giurisdizionali favorevoli ed immesso in ruolo con clausola risolutiva espressa.’

Il TAR del Lazio si è espresso nella nuova sentenza, motivando tale decisione al fatto che non sia possibile interpretare estensivamente la disposizione contenuta nell’articolo 339 comma 3-bis del Decreto Legislativo 297/94 dove si legge che ‘l’immissione in ruolo comporta, all’esito positivo del periodo di formazione e di prova, la decadenza da ogni graduatoria finalizzata alla stipulazione di contratti di lavoro a tempo determinato o indeterminato per il personale del comparto scuola, ad eccezione di graduatorie di concorsi ordinari, per titoli ed esami, di procedure concorsuali diverse da quella di immissione in ruolo’.

La sentenza del TAR

In buona sostanza, il Tribunale Amministrativo Regionale ritiene che l’immissione in ruolo, a seguito di pronunce cautelari favorevoli, non produca alcun effetto consolidante per il docente. La natura dei provvedimenti cautelari postula che gli effetti generati dalla loro concessione siano anch’essi precari e suscettibili di venir meno all’esito della delibazione nel merito dei fatti di causa, non essendo dotati di alcuna stabilità. Pertanto, la posizione dei ricorrenti non può essere equiparata ai colleghi immessi in ruolo senza alcuna condizione o riserva. 

Per le suddette ragioni, secondo quanto stabilito dal TAR del Lazio, non si può disporre la cancellazione dalle graduatorie.