Riforma pensioni
Riforma pensioni

Riforma pensioni 2022, la nuova ipotesi del Governo Draghi: prima Quota 102 sperimentale e poi Quota 104 a partire dal 2023. Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Pensioni 2022: da Quota 102 a Quota 104

Dopo gli ultimi giorni di consultazioni, il Governo Draghi sembra aver messo sul tavolo un’altra ipotesi per il superamento di Quota 100 sul fronte pensionistico.

Stando agli ultimi aggiornamenti, a partire dal prossimo anno l’Esecutivo sembrerebbe essere intenzionato ad introdurre la cosiddetta Quota 102.

Una misura sperimentale e di passaggio che permetterebbe l’uscita anticipata dal mondo del lavoro con 64 anni di età (2 in più rispetto a Quota 100) e 38 di contributi versati.

Secondo questo disegno, dal 2023 si passerebbe poi ad un altro meccanismo di anticipo pensionistico. Vale a dire Quota 104, che si potrebbe ottenere con i seguenti requisiti:

  • 66 anni di età;
  • 38 anni di contributi versati.

Così facendo, si andrebbe a delineare una fase transitoria di due anni che porterebbe da Quota 100 alla pensione di vecchiaia a 67 anni.

Che fine farebbero le altre misure?

In questo contesto è impossibile non domandarsi che fine farebbero le altre misure finora prese in considerazione.

In particolare, pensiamo al rafforzamento dell’Ape sociale, alla proroga di Opzione donna ed al potenziamento dei contratti di espansione.

Al momento è ancora tutto da decidere, soprattutto se si considera che, nonostante i notevoli punti a favore, l’Ape sociale di fatto non rappresenta un vero e proprio meccanismo previdenziale. Ma più che altro una misura assistenziale.

Opzione donna, invece, rimane ancora oggi uno dei sistemi più penalizzanti del nostro ordinamento, mentre il contratto di espansione deve necessariamente trovare un punto d’accordo tra aziende e sindacati.