Carta del docente e bonus 500 euro
Carta del docente e bonus 500 euro

Bonus 500 euro, i docenti precari della scuola pubblica italiana si fanno sentire in merito alla differenza di trattamento, rispetto ai colleghi di ruolo, per quanto riguarda la Carta del Docente. Vi abbiamo relazionato alcuni giorni fa in merito ad una petizione lanciata su una nota piattaforma, petizione che ha già raccolto più di 13mila firme. Intanto, Anief si fa sentire sottolineando l’illegittima esclusione dei docenti precari dall’accesso alla Carta del Docente.

Carta del Docente, i docenti precari protestano: ‘Abbiamo gli stessi doveri dei colleghi di ruolo ma non gli stessi diritti’

Il bonus da 500 euro per l’aggiornamento e la formazione professionale, come è noto, viene elargito solamente agli insegnanti di ruolo. Da quando è stata introdotta la normativa (con la riforma Buona Scuola nel 2015), sindacati e forze politiche hanno insistito sulla discriminazione messa in atto tra docenti di ruolo e precari, sottolineando come anche chi lavora a tempo determinato nella scuola abbia diritto alla Carta del Docente, in quanto subordinato agli stessi doveri del collega di ruolo.

Anche la questione riguardante la formazione di 25 ore prevista per tutti i docenti che svolgono lezione in classi dove è presente almeno un alunno disabile ha messo in evidenza tale discriminazione. Laura scrive: ‘Mi sembra ingiusto che i precari debbano seguire il corso di formazione di 25 ore come gli insegnanti di ruolo ma non abbiano diritto alla carta del docente’.

La rabbia dei precari per il mancato riconoscimento del bonus 500 euro

Anna ribadisce il concetto: ‘Gli viene chiesto di svolgere lo stesso identico lavoro nelle stesse modalità. È giusto che abbiano gli stessi strumenti. Assurdo che dopo anni ancora se ne stia parlando…’.

La protesta dei precari, per altro, non può che essere appoggiata anche dai colleghi di ruolo. Giuseppe lo sottolinea: ‘Sono solidale ai collegi precari, la differenza tra i docenti a TI e i precari consiste nei mesi lavorati, ma i diritti devono essere gli stessi’.

Gabriele allarga la questione e si sfoga: ‘Quindi, nessun obbligo per lo Stato di attivare un corso abilitante, manca dal 2014, nessun obbligo a dare la Carta del Docente Bonus 500 euro, nonostante reiterati contratti annuali, ma poi stessi diritti sugli obblighi alla formazione di 25 ore? Ma siete folli! In primis non è obbligatorio, ma prima lo Stato deve sanare la sua posizione! Spero che l’UE intervenga il prima possibile su questo, togliendo queste discriminazioni!’

C’è di parla di ‘docenti di serie A e docenti di serie B’, di insegnanti ‘usa e getta’ con gli stessi doveri degli insegnanti di ruolo ma senza gli stessi diritti. C’è chi, invece, ritiene sia giusto abolirla per pagare gli stipendi.

Anief sul mancato riconoscimento della Carta del Docente ai precari: ‘Esclusione illegittima’

Il presidente di Anief, Marcello Pacifico, ritiene che sia ora di finirla con i lavoratori considerati di rincalzo perché un dipendente è tale per quello che fa sul proprio posto di lavoro, non per il tipo di contratto che ha firmato, a tempo indeterminato o determinato. Si tratta di una regola fondamentale che vale per tutti i Paesi moderni ma che qui in Italia, invece, non trova applicazione. Il sindacato attende la pronuncia della Corte di Giustizia europea, chiamata in causa anche dal Giudice del lavoro di Vercelli che ha accolto il ricorso presentato da una docente di Biella

Lo scorso mese di luglio, infatti, è stata pubblicata l’ordinanza di remissione in Corte di Giustizia europea presso il Tribunale di Vercelli che rimette ai giudici di Lussemburgo la questione riguardante il bonus da 500 euro a vantaggio del personale precario: si tratta di una questione che potrebbe muovere qualcosa come 800 milioni di euro circa di arretrati. 

Secondo Marcello Pacifico, ‘stavolta c’è anche la concreta possibilità di recuperare la quota annuale di 500 euro a partire dal 2016′.