pensione scuola
Pensione scuola

Elsa Fornero, l’ex ministra del Lavoro famosa per la sua riforma delle pensioni, parla di utilizzare gli anticipi pensionistici in vigore oggi, per anticipare l’uscita dal lavoro. Lo fa su la Repubblica, dove commenta la fine di Quota 100. Secondo la Fornero, un compromesso per evitare un innalzamento troppo brusco dell’età pensionabile potrebbe essere utilizzare gli “strumenti già esistenti per ammorbidire l’aumento dell’età pensionabile”, come l’Ape social e Opzione donna. Ma Anief non è del tutto d’accordo.

Pacifico, ‘a scuola non si può andare in pensione a 70 anni’

Marcello Pacifico commenta le riflessioni della Fornero sulle pensioni con un ragionamento netto e chiaro: “L’unica verità è che ci sono delle professioni, come quelle degli insegnanti, che devono obbligatoriamente avere un trattamento a parte. Noi siamo convinti che per chi lavora a scuola debbano valere le stesse regole che portano alla pensione i dipendenti delle forze armate, così da far lasciare il servizio a tutti a 62 anni e senza tagli all’assegno di quiescenza.

Andrebbe bene includere le professionalità della scuola nella lista dell’Ape Social. Nei giorni scorsi la Commissione che sta lavorando su questo sembrava che vi avesse giustamente incluso i maestri della primaria e i collaboratori scolastici. Noi abbiamo chiesto di estendere questa facoltà a tutti i dipendenti della scuola, ma ora sembra addirittura che l’accesso non riguardi più nessuno”.

Perché il Governo tira dritto?

Perché il Governo tira dritto a costringe al pensionamento oltre ogni limite, senza prevedere forme di flessibilità? Possibile che nessuno si renda conto di come i diritti dei lavoratori, siano in questo modo calpestati? E’ davvero possibile che 35/40 anni di contributi non siano sufficienti per la pensione? E che dire del ricambi generazionale? I giovani devono attendere per essere collocati su un posto di lavoro, occupato da un settantenne?

Sono queste le riflessioni di Pacifico, che ricorda come nella scuola vi siano tantissimi casi di burnout e di patologie invalidanti, dovute allo stress da lavoro prolungato. “Il non volerli prendere in considerazione, negandone anche la pubblicazione, è un atto di irresponsabilità da parte di chi governa“.