Ministero dell'Istruzione
Ministero dell'Istruzione

Concorsi ordinari e straordinari docenti, il Ministero dell’Istruzione ha incontrato i sindacati per illustrare la bozza dei decreti riguardanti le procedure concorsuali previste entro la fine del 2021. A questo proposito, Vi abbiamo riferito in merito alle probabili novità in arrivo per quanto riguarda lo svolgimento delle prove (tuttavia le modalità potrebbero essere ancora soggette a modifiche, trattandosi di una bozza).

In merito all’incontro, i sindacati hanno espresso tutta la loro contrarietà nei confronti dell’Amministrazione centrale: Uil Scuola ha parlato, senza mezzi termini, di ‘incontro inutile’ e di ‘totale chiusura del Ministero dell’Istruzione nel non voler risolvere i problemi’.

Concorsi scuola, sindacati in disaccordo con il Ministero dell’Istruzione: si allungano ulteriormente i tempi?

Gli esponenti di Uil Scuola, Pasquale Proietti e Paolo Pizzo, intervenuti all’incontro, hanno espresso tutto il proprio pessimismo in merito ai prossimi concorsi, il cui impianto viene giudicato in maniera totalmente negativa. Secondo il sindacato guidato da Giuseppe Turi, infatti, occorre un nuovo sistema di reclutamento finalizzato alla valorizzazione dell’esperienza e della formazione, sotto la guida di un Tutor.

Uil Scuola parla di ‘atteggiamento di totale chiusura da parte del Ministero’

Il sistema previsto dal Decreto Sostegni Bis, invece, ‘sembra un gioco di società che consiste nel definire domande chiuse o aperte e viceversa che qualcuno si ostina a chiamare merito’: invece, la vera attitudine alla professione docente, ribadisce Uil Scuola, si verifica solo con la formazione e con la relativa verifica in situazione.
Il sindacato è sempre più convinto che occorra una fase transitoria che porti ad un nuovo sistema di reclutamento che preveda la stabilizzazione, con concorsi per titoli e servizio, per i docenti che possiedono un’esperienza professionale di almeno tre anni.

Uil Scuola ha rivendicato, in merito ai concorsi ordinari già banditi, la riapertura dei termini di partecipazione o quanto meno la possibilità di poter cambiare regione rispetto a quella scelta in precedenza. Una richiesta motivata dal fatto che non è possibile cambiare le regole in corsa: si è provveduto all’eliminazione della prova preselettiva e si sono modificate le prove scritte ma, nello stesso tempo, non viene concessa la possibilità di una riapertura dei termini per la partecipazione ai concorsi. Il Ministero dell’Istruzione, però, non è d’accordo in quanto non è possibile cambiare le regole del gioco a coloro che hanno già presentato la domanda. 

Un altro elemento di discussione è quello riguardante la riserva del 30 per cento dei posti per coloro che hanno svolto almeno 3 anni di servizio negli ultimi 10: il Ministero ha espresso la propria perplessità in merito all’applicazione di tale normativa per i concorsi che sono stati già banditi mentre Uil Scuola ha chiesto che tale disposizione trovi immediata applicazione, in quanto i docenti precari si ritroverebbero ulteriormente penalizzati.

La posizione di Snals-Confsal e Anief

La segretaria generale dello Snals, Elvira Serafini, ha manifestato tutto il proprio pessimismo in merito ad un avvio tempestivo dei concorsi ordinari. In un’intervista rilasciata ad ‘Orizzonte Scuola’, ha sottolineato come manchino ‘i provvedimenti che ridisegnano le prove concorsuali e questo è inaccettabile perché i concorrenti dovrebbero conoscere con congruo anticipo le tipologie e le modalità di svolgimento delle prove che non saranno più quelle previste dai bandi originari‘.

Nessuna certezza anche e soprattutto in merito alle tempistiche di emanazione dei bandi dei concorsi ordinari come pure del nuovo concorso straordinario. Marcello Pacifico, presidente di Anief, ha sottolineato come i precari, oltre al fatto di doversi sottoporre ad una nuova selezione, siano stanchi di aspettare un concorso di cui non sono state ancora definite le tempistiche per il suo svolgimento.

Anche Anief ritiene che sia necessaria una profonda revisione del reclutamento, con procedure più snelle che consentano l’immissione in ruolo dei precari e l’abilitazione e la specializzazione per coloro che non possiedono ancora un titolo utile alla loro professionalità. Secondo Pacifico, è ‘indispensabile rivedere e ripristinare il doppio canale di reclutamento che in passato funzionava perfettamente’.