carta docente
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Nel pomeriggio di ieri 28 ottobre è arrivata una brutta botta per il personale docente: la bozza della Legge di Bilancio, oggetto di lavoro da parte del governo, aveva abolito la Carta del docente. In serata sembrerebbe essere arrivato un dietrofront e la cancellazione del provvedimento. Se si fosse confermata la bozza, questa agevolazione per gli insegnanti sarebbe andata in pensione dal 1° settembre 2022. Ma la si può ritenere “salva” veramente?

Possibile abolizione della Carta del docente?

Nella bozza della legge di Bilancio, pervenuta ad Orizzonte scuola, alla voce “Valorizzazione della professionalità dei docenti” al comma 3 ieri pomeriggio si leggeva: “Dal 1° settembre 2022, i commi da 121 a 123dell’art. 1, della legge 13 luglio 2025, n. 107, sono soppressi. Con Decreto del Ministro dell’istruzione di concerto con il Ministro dell’economia e delle Finanze, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di regolazione delle relative obbligazioni giuridiche”.

Stando a questo, quindi, i docenti italiani avrebbero perso il bonus di 500 euro della Carta docente, non sapendo se si sarebbe potuto ‘recuperare’ in altri modi.

L’abolizione sarebbe stata ritirata

Sempre nella giornata di ieri, 28 ottobre, in serata, un articolo su “Il Messaggero” ha annunciato il dietrofront del governo: stando a quanto riporta la nota testata, si sarebbe proceduto alla cancellazione del provvedimento riguardante l’abolizione della Carta del docente. Anche Orizzonte Scuola ha dato notizia in merito: da fonti del governo si apprende dello stralcio della bozza relativa alla cancellazione.

La card, creata con la riforma della Buona Scuola renziana, è attiva da 5 anni e permette agli insegnanti di acquistare quanto di funzionale per l’insegnamento: libri, tablet, hardware e software, riviste, corsi di aggiornamento, biglietti per teatro, cinema e concerti.

Ieri il mondo politico e sindacale, all’annuncio del ritiro, aveva già manifestato il suo dissenso. Vittoria Casa, presidente commissione Cultura Scienza e istruzione alla Camera, si era subito espressa: “È evidente che l’abolizione della card da 500 euro […] sia un passo indietro sul tema della formazione docente”.  

“Il Messaggero” ha riportato le parole del sottosegretario all’istruzione Rossano Sasso: “Piuttosto bisogna estendere il bonus agli insegnanti precari”. Affermazione questa molto importante alla luce della polemica dei contenziosi in corso da parte dei docenti non di ruolo. Restiamo in attesa di vedere come si evolverà la vicenda.