Supplenze
Supplenze

Supplenze docenti per l’anno scolastico 2021/22, ancora tanta confusione dopo quasi due mesi dall’inizio delle lezioni. Le situazioni più caotiche si registrano a Milano, Roma e Napoli, come riporta ‘Il Fatto Quotidiano’. A denunciare la difficile situazione, la Flc-Cgil di Milano che parla, senza mezzi termini, di ‘algoritmo che ha creato errori gravi e discriminazioni’.

Supplenze, ancora caos a Milano, Roma e Napoli

Caterina Spina di Flc-Cgil Milano ha fatto il punto della situazione: ‘Dopo la pubblicazione del terzo bollettino per le supplenze nel capoluogo regionale si è reso evidente che l’algoritmo ha creato discriminazioni e errori gravi che negano alla scuola pubblica gli insegnanti che sono quindi esclusi dal lavoro pur avendone pieno diritto mentre gli studenti perdono ore di insegnamento senza che si trovi una soluzione’.

Fallito il tentativo di conciliazione con il direttore dell’ufficio scolastico, nelle ultime ore si è arrivati ad una soluzione di ripiego: saranno valutate le segnalazioni ricevuto sino al 3 novembre per poi procedere all’assegnazione di nuovi contratti con un ‘quarto clic’. In arrivo, quindi, almeno una chance per i docenti che sono stati considerati rinunciatari solamente perché la scuola assegnata dall’algoritmo non rientrava tra le 150 preferenze indicate.


Secondo la Flc Cgil, a Milano, sarebbero ancora circa 1500 le cattedre da coprire nelle scuole secondarie. Caterina Spina ha sottolineato come gli insegnanti che potrebbero essere rimasti fuori sarebbero circa duecento: ma questi sono solo i docenti che hanno presentato una segnalazione, ce ne potrebbero essere molti altri.


Una situazione che non riguarda solamente Milano ma diversi uffici scolastici in tutta Italia: se nelle piccole province si è riusciti, più o meno, a rimediare agli errori dell’algoritmo, le grandi città non sono riuscite a reggere l’ondata di reclami dei docenti che sono rimasti esclusi dalla procedura.

Manuela Mascarella, responsabile nazionale dei precari della Flc-Cgil, pur non avendo dati ufficiali in merito alla situazione di Roma e Napoli, ritiene che ci possano essere tranquillamente ancora alcune migliaia di cattedre scoperte. Il fatto è che il Ministero dell’Istruzione ha avuto fretta nel conferimento degli incarichi e non si è avuto il tempo di sperimentare il sistema informatico adottato: tutto ciò ha portato al disastro e al caos nelle nomine.