Carta del Docente per il bonus 500 euro
Carta del Docente per il bonus 500 euro

La Carta del Docente dovrebbe essere confermata anche per l’anno scolastico 2022/23. Giovedì scorso, come probabilmente avrete letto, il governo aveva deciso di inserire, all’interno della Legge di Bilancio 2022, una normativa che sanciva la cancellazione del bonus 500 euro, introdotto con la riforma Buona Scuola 107/2015, a partire dal prossimo anno scolastico.

Nella stessa giornata, però, l’esecutivo ha fatto marcia indietro: il Consiglio dei Ministri, infatti, ha provveduto a stralciare tale disposizione, confermando quindi la Carta del Docente, salvo clamorosi ripensamenti dell’ultimora, anche per il prossimo anno. Una ‘strana’ manovra che ha destato non poche perplessità nel mondo della scuola, tanto più che, dopo il dietrofront del governo, si torna a parlare insistentemente di estensione del bonus 500 euro anche ai docenti precari.

Carta del Docente, dopo la ‘strana’ manovra del governo bonus 500 euro anche per i precari?

I sindacati e diverse forze politiche hanno più volte chiesto, negli anni scorsi, di estendere la Carta del Docente anche agli insegnanti precari in virtù del principio dell’equipollenza di diritti e doveri dei docenti di ruolo e dei docenti precari. 

Non si comprende, infatti, il motivo per cui il docente precario non possa aver diritto al bonus 500 euro alla stregua del ‘collega’ di ruolo, tanto più che il ruolo professionale è identico: oltre agli stipendi decisamente inadeguati (e in molti casi percepiti in ritardo….), gli insegnanti precari non possono contare sull’agevolazione del bonus da 500 euro.

Più volte, negli anni scorsi, sono stati presentati degli emendamenti mirati all’estensione della Carta del Docente anche ai precari ma puntualmente le proposte emendative sono state bocciate in sede di votazione in Parlamento. 

Bonus 500 euro per i precari puntualmente bocciato: e ora?

Il presidente di Anief, Marcello Pacifico, continua a ribadire il diritto, per il personale precario della scuola, alla Carta del Docente. Basti pensare che oltre 200mila supplenti, ogni anno, stanno tenendo in piedi la scuola pubblica italiana mentre lo Stato, invece di stabilizzarli, continua a considerarli come dei ‘tappabuchi’, senza nemmeno riconoscere i medesimi diritti spettanti ai docenti di ruolo. Si tratta di una vera e propria discriminazione.

Considerando quanto avvenuto giovedì scorso, appare decisamente improbabile che il governo possa estendere la Carta del Docente anche al personale precario: piuttosto, si è tentato di ‘tagliare la testa al toro’ provando a cancellare il bonus 500 euro anche per i docenti di ruolo.

Le immediate reazioni del mondo politico e dei sindacati hanno, per il momento, scongiurato tale pericolo ma è chiaro, a questo punto, che il governo non possa nascondersi dietro un filo d’erba e che debba riconoscere tale diritto anche agli insegnanti precari, anche alla luce delle ultime sentenze pronunciate dai Tribunali.