stipendi
Soldi arrotolati

Stipendi supplenti, finalmente, a distanza di 5 mesi dall’ultimo giorno di servizio prestato, dovrebbero essere effettuati, a fine novembre, i pagamenti delle mensilità arretrate. Il ministero dell’Istruzione, infatti, ha informato i sindacati in merito all’approvazione, da parte della Corte dei Conti, del decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze riguardante l’assegnazione delle risorse necessarie al pagamento degli stipendi arretrati di migliaia di precari della scuola

Stipendi supplenti, a fine novembre dovrebbero arrivare finalmente gli arretrati

Meglio usare il condizionale ma stavolta i presupposti ci sarebbero proprio tutti. Le cifre sono state assegnate alle scuole anche se per il pagamento effettivo dei circa 100mila supplenti che stanno ancora aspettando l’accredito di quanto loro dovuto, si dovrà attendere la fine del mese di novembre: l’emissione speciale è prevista il prossimo 18 novembre.

Un inaccettabile ritardo, come più volte rimarcato dai sindacati, causato dal fatto che i fondi stanziati sono finiti anzitempo. Così, i circa 100mila supplenti brevi, da cinque mesi, stanno ancora aspettando di essere pagati: nella stramaggioranza dei casi, le segreterie scolastiche avevano già provveduto a svolgere la procedura per il pagamento degli stipendi ma, purtroppo, non hanno potuto assicurare ai diretti interessati gli stipendi relativi alle mensilità di maggio e giugno.

Spetta infatti al Ministero dell’Economia e delle Finanze il compito si assegnare alle scuole i fondi necessari al pagamento degli stipendi, tramite una procedura informatizzata. Tale pagamento, però, risulta inevitabilmente condizionato dal fatto che i fondi ci siano: altrimenti bisogna aspettare.

Alla fine di questo mese di novembre, dunque, dovrebbero arrivare i pagamenti per le migliaia di supplenti brevi che, non bisogna dimenticarlo, per svolgere il proprio servizio hanno dovuto sostenere delle spese, anche rilevanti. 

Mai come quest’anno i ritardi dei pagamenti degli stipendi ha pesato enormemente sui docenti e sul personale Ata precario di tutta Italia, da Nord a Sud. Non bisogna dimenticare che, senza questi supplenti, la scuola si sarebbe fermata. Alle migliaia di supplenti non è stato certamente risparmiato nulla in termini di impegni scolastici, spese personali per trasferte e alloggio in caso di incarichi fuori regione.

Un’altra vicenda indecorosa alla quale, speriamo, si possa mettere la parola fine.