Palazzo Chigi - Sede del governo
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Legge di Bilancio 2022, la manovra finanziaria da 30 miliardi che è stata approvata dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre, dovrebbe approdare in Senato martedì prossimo, 9 novembre. Per quanto riguarda la scuola, ha fatto discutere la questione legata alla Carta del Docente, prima cancellata e poi ‘salvata’ dal Consiglio dei Ministri, dopo il grido di protesta lanciato da diverse forze politiche e dalle organizzazioni sindacali.

Legge di Bilancio 2022, il perché di quel pasticcio sulla Carta del Docente

Ma cos’è successo a Palazzo Chigi? Nella bozza della Legge di Bilancio, all’articolo 102, intitolato ‘Valorizzazione della professionalità dei docenti’, si leggeva: ‘Al fine di aumentare le risorse finanziarie destinate alla valorizzazione della professionalità del personale scolastico, le risorse relative alla Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di cui all’articolo 1, comma 121, della legge 13 luglio 2015, n. 107, confluiscono sul fondo di cui all’articolo 1, comma 592.’. 

In buona sostanza, il governo aveva previsto il ‘taglio’ della Carta del Docente, il cosiddetto ‘bonus da 500 euro‘, introdotto con la riforma Buona Scuola nel 2015, per l’aggiornamento e la formazione del personale docente di ruolo. I 380 milioni di euro annui che vengono stanziati per tale scopo avrebbero dovuto confluire sul fondo per la valorizzazione del personale scolastico.

Come riferisce Gilda degli Insegnanti, sembra che le resistenze fondamentali siano state messe in atto da Italia Viva, in difesa della legge 107 ‘renziana, e dal Movimento 5 Stelle. Da qui il ‘dietrofront’ del governo, con il Consiglio dei Ministri che ha approvato il nuovo testo della Legge di Bilancio con lo ‘stralcio’ del suddetto provvedimento.

In pratica, sono previsti, per la valorizzazione della professionalità dei docenti, 260 milioni di euro a regime dal 2022, 30 milioni per il 2020 e altri 30 milioni per il 2021. Gli stanziamenti vanno al MOF (Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa). 

In pratica dovrebbero essere premiate:

  • a) la valorizzazione dell’impegno in attività di formazione, ricerca e sperimentazione didattica e della dedizione nell’insegnamento e nella promozione della comunità scolastica; 
  • b) la valorizzazione del contributo alla diffusione nelle istituzioni scolastiche di modelli per una didattica per lo sviluppo delle competenze;
  • c) la valorizzazione del costante e qualificato aggiornamento professionale.

Viene logico pensare, come sottolinea Gilda, che le suddette ‘valorizzazioni’ verranno decise dai Dirigenti Scolastici. ‘Di fatto – scrive la Gilda degli Insegnanti della provincia di Venezia – si torna alla logica del Fondo per la valorizzazione del personale docente prevista dalla Legge 107/15 che prevedeva anche un ruolo importante del Comitato di Valutazione allargato a componenti esterne per definire i criteri di somministrazione.’

Legge di Bilancio, l’iter parlamentare parte dal Senato

L’esame parlamentare della Legge di Bilancio, quest’anno, parte dal Senato. Una volta che il testo bollinato dalla Ragioneria dello Stato verrà depositato, la Commissione Bilancio potrà partire con l’esame del testo. L’iter dovrebbe durare almeno due o tre settimane. L’esame della Commissione dovrebbe iniziare la settimana prossima: appare, dunque, molto difficile che il testo modificato dalle commissioni possa arrivare nell’aula del Senato prima dell’inizio di dicembre.

Molto probabilmente si tratterà di un ‘rapido’ passaggio, quello in Senato, che non dovrebbe prevedere modifiche. Ipoteticamente, nella prima settimana di dicembre, la Legge di Bilancio dovrebbe arrivare alla Camera. Considerando le festività, appare più che probabile che il testo approvato al Senato sarà quello definitivo, blindato da voto di fiducia a Montecitorio.

Giova ricordare che la Legge di Bilancio 2022 dovrà essere approvata entro la fine dell’anno in modo tale che possa entrare in vigore dal prossimo 1° gennaio.