Ministero dell'Istruzione
Ministero dell'Istruzione

Mobility manager, il Ministero dell’Istruzione ha illustrato ai sindacati, oggi lunedì 8 novembre, le linee guida riguardanti l’istituzione del mobility manager scolastico. Orizzonte Scuola ha pubblicato alcune anticipazioni in merito alla figura che, secondo quanto spiegato dal dicastero di Viale Trastevere, dovrà essere ricoperta da un ‘docente individuato dal dirigente scolastico‘.

Mobility manager, il Ministero presenta le linee guida ai sindacati

La figura del ‘Mobility manager‘ a scuola servirà a promuovere nelle scuole la mobilità sostenibile alla luce di quanto enunciato dal comma 6, dell’articolo 5 della legge N. 221 del 28 dicembre 2015, dove si legge: ‘Al fine di assicurare l’abbattimento dei livelli di inquinamento atmosferico ed acustico, la riduzione dei consumi energetici, l’aumento dei livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione stradale, la riduzione al minimo dell’uso individuale dell’automobile privata e il contenimento del traffico, nel rispetto della normativa vigente e fatte salve l’autonomia didattica e la libertà di scelta dei docenti, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca adotta, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentiti per i profili di competenza i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, specifiche linee guida per favorire l’istituzione in tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, nell’ambito della loro autonomia amministrativa ed organizzativa, della figura del mobility manager scolastico, scelto su base volontaria e senza riduzione del carico didattico, in coerenza con il piano dell’offerta formativa, con l’ordinamento scolastico e tenuto conto dell’organizzazione didattica esistente.

Il mobility manager scolastico ha il compito di organizzare e coordinare gli spostamenti casa-scuola-casa del personale scolastico e degli alunni; mantenere i collegamenti con le strutture comunali e le aziende di trasporto; coordinarsi con gli altri istituti scolastici presenti nel medesimo comune; verificare soluzioni, con il supporto delle aziende che gestiscono i servizi di trasporto locale, su gomma e su ferro, per il miglioramento dei servizi e l’integrazione degli stessi; garantire l’intermodalità e l’interscambio; favorire l’utilizzo della bicicletta e di servizi di noleggio di veicoli elettrici o a basso impatto ambientale; segnalare all’ufficio scolastico regionale eventuali problemi legati al trasporto dei disabili. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.’

Come sottolinea ‘Orizzonte Scuola’, non è prevista una riduzione di orario per il docente rispetto al proprio orario di servizio, oltre al fatto che questo incarico non viene retribuito. Infatti, come riporta lo stesso sopraindicato comma 6, ‘non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica’.

Mobility manager, dura reazione di Uil Scuola

Il segretario generale di Uil Scuola, Pino Turi, non ha risparmiato le critiche nei confronti della figura del Mobility manager. Nonostante si sia mostrato d’accordo sul fatto che la transizione culturale debba passare dalla scuola, Turi ritiene che sia veramente fuori da ogni logica pensare di individuare un docente per ricoprire questo incarico di natura organizzativa e di coordinamento che ha competenze in materie di mobilità, per quanto possa essere anche utile.

Uil Scuola critica duramente questo modo di procedere ‘che incentiva i docenti a svolgere azioni burocratiche a scapito dell’impegno didattico. È l’insegnamento la mission professionale dei docenti – ha ribadito Turi – La scuola dell’autonomia, se va supportata da azioni burocratiche ed amministrative deve guardare ad altre figure professionali’.

È impensabile prevedere maggiori carichi di lavoro senza che questi vengano retribuiti. ‘Chi ha deciso non conosce le dinamiche della scuola – ha tuonato Turi che ha chiesto, a nome del sindacato, che nelle linee guida venga precisato che tali figure non siano obbligatorie ma facoltative. ‘Potranno essere utilizzate nei casi in cui qualche docente che sia inabile alla sua professione possa trovare occasioni di impiego nell’ambito dell’organizzazione’.

Pino Turi ha consigliato, infine, al legislatore, riferendosi alla definizione ‘Mobility manager‘, di ‘evitare termini appartenenti ad altre lingue e culture e utilizzare la nostra bella lingua italiana almeno quando si scrivono leggi e atti amministrativi nazionali’.