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Orario

Il concorso straordinario 2021 dovrà essere svolto entro il 31 dicembre. Fino al 12 novembre si procederà col censimento delle aule per lo svolgimento delle prove. Quindi i tempi stringono e le notizie sull’avvio dovrebbero giungere veramente a breve. E che dire dei percorsi abilitanti per docenti precari? Ne abbiamo parlato ieri, ricordando che al momento è già aperto il dialogo sulla loro organizzazione.

Concorso straordinario 2021: ci siamo quasi

Mentre è in corso il censimento delle aule per lo svolgimento delle prove del nuovo concorso straordinario 2021, ricordiamo tutto quello che sappiamo in merito alla procedura, finora. A breve il Ministero fornirà gli altri dettagli.

  • Sarà organizzato per un numero di posti pari a quelli vacanti e disponibili per l’anno scolastico 2021/2022 che residuano dalle immissioni in ruolo;
  • sono esclusi dal conteggio i posti accantonati per i concorsi ordinari;
  • in totale, i posti dovrebbero essere circa 15000, secondo i calcoli;
  • è un concorso riservato ai docenti non ricompresi dalle immissioni in ruolo, che abbiano svolto un servizio di almeno tre annualità anche non consecutive negli ultimi cinque anni scolastici nella scuola statale, di cui uno specifico;
  • le informative fra sindacati e Ministero fino ad oggi hanno trattato solo i concorsi ordinari, nonostante il 31 dicembre sia alle porte.

Secondo Anief, prima anche di avviare il nuovo concorso straordinario, si dovrebbero immettere in ruolo gli idonei della selezione svoltasi questa estate. E tutti i vincitori di concorso e idonei, secondo il sindacato, portano a casa automaticamente l’abilitazione.

Futuri percorsi abilitanti per i precari

Dei percorsi di abilitazione per i precari, se ne parla molto in questi giorni. I ministeri dell’Istruzione e dell’Università stanno definendo le nuove modalità per permettere l’avvio dei corsi.

Questa procedura è da considerarsi importantissima, perché andrebbe a colmare un’assenza di percorsi che dura da otto anni e che permetterebbe a tanti precari di essere abilitati all’insegnamento. L’abilitazione agevola l’immissione in ruolo.

Allo stesso tempo, il percorso di abilitazione contribuirebbe ad abbattere il precariato in futuro, evitando che si ripeta quando accaduto nell’ultimo decennio. In quest’ottica, sembra assurdo pensare di escludere i corsi abilitanti dalla riforma del reclutamento.