Reddito di Cittadinanza

Reddito di Cittadinanza, il governo è al lavoro per trovare una mediazione tra le diverse forze politiche, in merito alla misura di sussidio a favore delle famiglie meno agiate: da un lato, infatti, c’è il Movimento 5 Stelle, forte difensore del sussidio, dall’altro lato c’è la Lega, insieme a Fratelli d’Italia, che invece vorrebbero abolirlo e introdurre altre misure di sostegno. 

Riforma Reddito di Cittadinanza, quali novità aspettarsi nel 2022?

Un primo step verso una possibile riforma del Reddito di Cittadinanza potrebbe essere rappresentato dall’introduzione di regole più stringenti: per esempio si sta pensando all’obbligo di accettazione di lavori anche saltuari e di breve durata. Di fronte ad un primo rifiuto riguardante un’offerta di lavoro, l’importo del sussidio potrebbe ridursi di una somma di ‘5 euro per ciascun mese a partire dal sesto mese di percezione del beneficio’. 

La bozza della nuova Legge di Bilancio 2022 terrà conto, in ogni caso, dei cosiddetti ‘squilibri’. Per esempio, uno degli interventi per quanto riguarda la riforma del Reddito di Cittadinanza potrebbe essere rappresentato dalla metodologia di calcolo del sussidio: per i nuclei familiari più ‘corposi’ potrebbero arrivare assegni più consistenti a scapito dei percettori ‘single’.

Inoltre, potrebbero cambiare le norme per quanto concerne la distanza. Infatti, con la nuova riforma, potrebbero venire meno i limiti di distanza riguardanti l’offerta dell’impiego, contrariamente alla normativa attuale che prevede un’offerta lavorativa con sede nel raggio di 250 chilometri. Anche in questo caso, l’eventuale rifiuto comporterebbe una riduzione dell’importo dell’assegno di 5 euro al mese, sino alla soglia minima di 300 euro.

Anche alla luce delle recenti notizie e degli ‘scandali’ dei furbetti del Reddito di Cittadinanza, sono molti gli italiani che non credono nell’utilità di tale sussidio. Secondo un sondaggio di ‘Investireoggi’, infatti, il 68 per cento degli italiani si è professato contrario al Reddito di Cittadinanza, mentre solamente il 24 per cento sarebbe d’accordo per la prosecuzione della misura (l’8 per cento non ha risposto in merito).