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Concorsi docenti, il Ministero dell’Istruzione ha illustrato ai sindacati la bozza del decreto interministeriale riguardante la procedura concorsuale per le materie Stem (A20, A26, A27, A28 e A41). Come è noto, infatti, dopo il concorso ordinario svoltosi la scorsa estate, l’Amministrazione centrale ha previsto una nuova selezione. C’è da registrare, però, un chiaro disaccordo in merito ad alcuni aspetti relativi al concorso, vediamo in dettaglio perché.

Concorso Stem, scontro tra il Ministero dell’Istruzione e i sindacati

Uno dei motivi discordanti è quello che riguarda l’interpretazione del comma 18 dell’articolo 59 del decreto Legge N. 73/2021 dove si legge: ‘Ai fini di quanto previsto nel periodo precedente i posti delle predette procedure concorsuali ordinarie sono rideterminati in ragione dei posti vacanti e disponibili nei limiti individuati da un decreto del Ministro dell’istruzione di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per le pubblica amministrazione. Con decreto del Ministero dell’istruzione si provvede, altresì, alla riapertura dei termini di partecipazione limitatamente alle procedure di cui al periodo precedente.’

Sindacati: ‘Priorità ai docenti con 3 anni di servizio’

Il Ministero dell’Istruzione, a questo proposito, ritiene che tutti i posti vacanti e disponibili debbano essere destinati alla nuova procedura concorsuale mentre i sindacati, invece, insistono sul fatto che una parte di questi posti debbano essere riservati al nuovo concorso straordinario, previsto dal medesimo decreto Sostegni Bis e riservato a coloro che hanno prestato almeno 3 anni di servizio negli ultimi cinque anni scolastici (almeno 1 nella cdc per la quale si concorre).

Chiara la posizione delle organizzazioni sindacali, quella di dare priorità ai docenti che hanno maturato almeno 3 anni di servizio: priorità, dunque, da attribuire al concorso straordinario rispetto alla nuova procedura ordinaria.

La questione degli idonei

C’è un altro punto di disaccordo tra il Ministero dell’Istruzione e i sindacati, quello riguardante gli idonei. A sottolinearlo il segretario generale Anief, Marco Giordano: ‘Il ministero vuole bandire un nuovo concorso ordinario, ignorando che molti posti della procedura già svolta non sono stati assegnati per rinuncia dei vincitori. Quei posti devono andare agli idonei visto che, per surroga, possono adesso rientrare nel novero dei vincitori. Oppure vogliamo lasciare quei posti vuoti e costringere chi ha superato il concorso a doverlo ripetere per essere assunto in ruolo?’

Il presidente Anief, Marcello Pacifico, ha ribadito il concetto: ‘Per individuare i vincitori è certamente stato necessario graduare tutti coloro che hanno superato la prova scritta e quella orale del primo STEM. Inoltre, – aggiunge il leader sindacale – se consideriamo che per quella procedura non era prevista valutazione dei titoli, ne deriva che individuare gli idonei è operazione fattibilissima oltre che sensata e necessaria.’

‘Quello che serve – prosegue Pacifico – è una ricognizione puntuale dei posti rimasti vacanti dopo le immissioni 2021/22 per assegnarli agli idonei del primo ordinario STEM e per bandire la nuova procedura straordinaria anche per queste classi di concorso. La norma, infatti, non esclude lo STEM dal nuovo straordinario, che la seconda procedura ordinaria affianca e non sostituisce. Ci sono posti per organizzare entrambe le procedure, non ha alcun senso saltarne una a piè pari’.

Ripartizione posti concorso ordinario Stem

I posti residuati dopo le ultime immissioni in ruolo sono complessivamente 6.333, così ripartiti:

  • 376 posti per la classe di concorso A020 – Fisica
  • 1098 posti per la classe di concorso A026 – Matematica
  • 1568 posti per la classe di concorso A027 – Matematica e Fisica
  • 2075 posti per la classe di concorso A028 – Matematica e Scienze
  • 1216 posti per la classe di concorso A041 – Scienze e Tecnologie Informatiche.