alunni a scuola
alunni a scuola

Chi aspira ad immettersi nel mondo della scuola non dovrebbe attendere ancora tanto: in vista la riforma per accedere all’insegnamento che dovrebbe prevedere una riformulazione del percorso universitario. Sembrerebbe, infatti, che siano in arrivo 60 crediti da acquisire durante gli anni all’Università, che dovrebbero poi aprire le porte all’attività di docente. Di seguito il punto della situazione in merito.  

Riforma per l’accesso all’insegnamento: in cosa consiste?

Il 9 novembre i Ministri Bianchi e Messa hanno anticipato ai capigruppo di maggioranza delle VII commissioni di Camere e Senato la riforma per l’accesso all’insegnamento: Ministro dell’Istruzione e dell’Università di concerto, infatti, stanno lavorando per riformare le modalità per immettersi nel mondo della scuola. Cosa potrebbe prevedere la riforma?

Stando ai rumors, per accedere alla professione docente il governo Draghi starebbe optando per 60 crediti universitari, dei quali una parte si dovrebbero destinare al tirocinio. Lo studente interessato all’insegnamento conseguirebbe questi crediti che farebbero normalmente parte del regolare corso di laurea: 36 riguarderebbero il settore pedagogico e 24 sarebbero dedicati al tirocinio da svolgere nelle scuole.

Questo iter permetterebbe all’interessato di conseguire il titolo di abilitazione all’insegnamento e di partecipare ai concorsi per l’assunzione in ruolo: le procedure concorsuali consisterebbero in una sola prova scritta formata da un test a risposta multipla. Seguirebbe un anno di prova, a seguito del quale, se ottenuto esito positivo, si avrebbe la conferma per il ruolo.

Quando si potrebbe avere la norma?

La riforma proposta dai responsabili dell’Istruzione e dell’Università potrebbe entrare nella Legge di bilancio 2022 approvata formalmente il 28 ottobre ma continuamente ancora rivista. Diversamente potrebbe concretizzarsi in un decreto legge entro la fine dell’anno previsto per altre riforme sulla scuola e richieste dal Pnrr.

Al momento non si hanno informazioni per quanto riguarda chi è oggi precario: la possibilità di una fase transitoria è infatti oggetto di esame tra ministero e sindacati. Cosa certa è che la riforma per accedere all’insegnamento si pone due obiettivi: evitare il riproporsi del precariato e programmare in modo più efficiente in base ai bisogni della scuola la formazione dei futuri insegnanti.