Stabilizzazione precari
Stabilizzazione precari

Si può ancora sperare in una fase transitoria per il reclutamento dei precari? Sì, ancora si può. Sono in tanti a chiederla, a cominciare dai sindacati, fino alle forze politiche. Stabilizzare migliaia e migliaia di precari della scuola, è un’esigenza. I numeri deludenti delle assunzioni di quest’anno ne sono la conferma. E i concorsi non sono la strada corretta, come dimostrato dai fatti.

Stabilizzazione precari scuola: si apre uno spiraglio

La strada per la stabilizzazione dei precari tramite fase transitoria, non è un’idea prima di fondamento. Orizzonte Scuola riferisce che fonti parlamentari hanno affermato che si è svolta, nel pomeriggio del 9 novembre, una riunione tra forze politiche della maggioranza della settima commissione, cultura e istruzione, e i vertici del Ministero dell’Istruzione e dell’Università.

Nel corso dell’incontro, si è parlato proprio di una ipotesi di fase transitoria del reclutamento. La politica, almeno una parte, ha avvertito la necessità di aprire un dialogo sulla questione.

Il reclutamento con il doppio canale, che preveda una fase transitoria, è fortemente chiesto e voluto anche dai sindacati.

Chi è a favore del doppio canale di reclutamento?

Chi si è apertamente dimostrato a favore del reclutamento tramite doppio canale, allo scopo di stabilizzare i precari?

Sicuramente il primo da menzionare è Mario Pittoni (Lega), che da tempo lotta per questo. La sua proposta di assunzione per titoli e servizio dei precari con almeno tre anni di servizio, da affiancare ai concorsi ordinari destinati ai nuovi laureati e ai PAS, al momento non è stata accolta.

Anche Fratelli d’Italia spinge per trovare una soluzione al precariato, chiedendo la stabilizzazione attraverso concorsi per titoli e servizio, per chi ha un’esperienza lavorativa di almeno 36 mesi di servizio e prevedere subito percorsi di formazione abilitanti, utili ad accedere al ruolo.

Marcello Pacifico, leader di Anief chiede di reintrodurre il doppio canale di reclutamento con le GPS da I e II fascia, senza imporre limiti gratuiti. Questo anche per evitare le conseguenze con l’Europa.

Anche la Uil Scuola, rivendica una soluzione transitoria che accompagni la situazione a regime. Per Pino Turi, la soluzione al problema del precariato resta un nuovo sistema di reclutamento che preveda formazione ed attività di tutoraggio e che preveda, in una fase transitoria la stabilizzazione, con concorsi per titoli e servizio, per tutti coloro che vantano un’esperienza lavorativa di almeno 36 mesi, con assunzioni a tempo indeterminato.

Anche la questione dell’abilitazione dei precari, è caldeggiata. I percorsi abilitanti sarebbero utili a sbloccare la precarietà di molte persone.