TIC Didattica innovativa
TIC Didattica innovativa

Didattica innovativa – Già da qualche tempo, le TIC, acronimo di “Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione”, sono entrate a far parte della vita quotidiana di docenti e discenti, modificando le dinamiche dell’insegnamento e dell’apprendimento. Il Ministero dell’Istruzione stesso ha sostenuto in questi anni diversi progetti per l’introduzione delle tecnologie nella didattica, fino al Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), colonna portante della Buona Scuola (Legge 107/2015).

Didattica innovativa, DAD e DDI: da soluzione emergenziale a pratica quotidiana

Negli ultimi due anni, poi, con la diffusione pandemica del Coronavirus, la DAD (didattica a distanza) è entrata prepotentemente nelle nostre case, prima come soluzione emergenziale, poi come pratica quotidiana. Com’è noto, infatti, la chiusura delle scuole ha rappresentato una delle misure introdotte per contrastare la diffusione del Coronavirus.

Ancora oggi, però, capita spesso che intere classi o singoli alunni vadano in quarantena e siano quindi impossibilitati a seguire le lezioni in presenza. Ecco che, allora, diventa indispensabile attivare la DDI, Didattica Digitale Integrata, un mix tra lezioni sulle piattaforme digitali e insegnamenti o attività che si svolgono in presenza.

Scuole e insegnanti 2.0: la formazione

La risposta delle scuole non si è fatta attendere: nella maggior parte dei casi, i team digitali hanno dato subito vita a corsi di formazione che permettessero ai docenti di padroneggiare l’uso delle nuove tecnologie al servizio della didattica.

Solo a titolo esemplificativo, si citano qui il corso Coding, che permette di apprendere e trasmettere i principi cardine del pensiero computazionale, e il corso Eipass Teacher, una vera e propria certificazione informatica pensata esclusivamente per i docenti.

Nuovi ambienti di apprendimento: le piattaforme per la didattica a distanza

Se, all’inizio della pandemia e con la chiusura delle scuole a marzo 2020, il registro elettronico ha costituito l’unico strumento di didattica online, ben presto il mercato dell’e-learning ha fornito delle soluzioni, che diventano, con il tempo, sempre più utili e aggiornate.

Si tratta di piattaforme per la didattica a distanza che permettono di costituire vere e proprie classi virtuali, effettuare videolezioni, assegnare attività in modo semplice e intuitivo, caricare contenuti digitali e comunicare in tempo reale con colleghi e alunni.

Tra le più utilizzate dalle scuole italiane, si annoverano G-Suite for Education, la suite di Google, ricca di strumenti utili, come Google Classroom e Meet, oltre alle classiche funzioni Google; Office 365 Education, che offre, oltre ai noti software Microsoft, la piattaforma Teams, vero e proprio ambiente virtuale di apprendimento; Zoom, software gratuito che permette di svolgere videolezioni, apprezzato per la sua praticità e immediatezza.

Ripensare la didattica significa davvero abolire la lezione frontale?

Alla luce di tutto ciò, è necessario abolire la classica lezione frontale? La risposta è no, ma è certo che essa vada ripensata, rimodulata e integrata anche grazie alle TIC. Una didattica innovativa e tecnologica mette gli alunni al centro del proprio percorso di apprendimento e permette lo sviluppo di competenze digitali in modo responsabile ed efficace.

Realizzare un ebook, risolvere un’escape room, creare una webquest, singolarmente o in gruppo: sono solo alcuni esempi di attività realizzabili con le TIC e capaci di favorire un apprendimento attivo e duraturo nei discenti,
sviluppando, allo stesso tempo, competenze al giorno d’oggi fondamentali, come quella digitale.