concorso-docenti-secondaria
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Concorso ordinario scuola secondaria di primo e secondo grado, a distanza di oltre un anno e mezzo dall’uscita del bando (il DD N. 498 del 21 aprile 2020) i candidati alla selezione concorsuale, che inviarono la propria domanda di partecipazione entro fine luglio 2020, sono ancora in attesa di conoscere le date di svolgimento delle prove. In questo contesto, assume particolare importanza la questione relativa alla valutazione titoli. Ecco perché.

Concorso ordinario secondaria, i titoli dichiarati nella domanda non potranno essere integrati

Come è noto, per il concorso ordinario scuola secondaria, come del resto per la selezione che riguarda la scuola dell’infanzia e quella primaria, è atteso un nuovo decreto che andrà a modificare la normativa del suddetto DD N. 498: è prevista, infatti, una semplificazione dell’intera procedura. I candidati saranno chiamati a superare una prova scritta e una orale: la graduatoria finale, oltre al punteggio conseguito nelle prove (quota minima 70 per la prova scritta per essere ammessi all’orale), terrà conto anche del punteggio derivante dalla valutazione dei titoli.

Considerando che non vi sarà una riapertura dei termini per la presentazione delle domande (tranne che per le classi di concorso delle materie Stem), non sarà nemmeno possibile per i candidati integrare i titoli presentati nella domanda inviata a luglio 2020: ciò assume una particolare rilevanza, in quanto a distanza di oltre un anno e mezzo, molti candidati possono aver conseguito, nel frattempo, nuovi titoli valutabili.

Tutto ciò potrebbe incidere (e non poco) sulla formazione delle graduatorie: ricordiamo, infatti, che solamente i docenti che si collocheranno entro il numero dei posti banditi potranno ottenere l’incarico a tempo indeterminato.

Una procedura concorsuale che si svolgerà a distanza di così tanto tempo dall’invio delle domande di partecipazione e che, a motivo dei titoli conseguiti in questo arco di tempo da numerosi candidati, potrebbe non risultare equa. Questi aspiranti docenti, infatti, potrebbero non rientrare nel numero dei posti disponibili proprio per non aver avuto la possibilità di integrare quei titoli conseguiti in questo lasso di tempo. Non è detto che questo aspetto molto particolare (e di non poco conto) non possa dare origine a nuovi contenziosi.