Opzione donna importo
Lavoratrici

Pensioni, Opzione donna: quali sono i fattori da considerare per calcolare l’importo pensionistico e la relativa penalizzazione sull’assegno. Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Cos’è e come funziona la misura

Dopo le ipotesi secondo cui il requisito anagrafico di Opzione donna sarebbe dovuto salire di qualche anno, la misura è stato di fatto riconfermata per tutto il 2022 mantenendo la formula attuale.

In pratica, con questa forma di anticipo pensionistico le lavoratrici potranno continuare ad uscire dal mondo del lavoro con:

  • 35 anni di contributi versati;
  • 58 anni di età (59 le autonome).

Di fatto, però, la misura continuerà ad essere fortemente penalizzante dal punto di vista dell’importo, in quanto lo strumento usato per il calcolo della pensione rimarrà il sistema contributivo.

In più, bisogna anche ricordare che l’erogazione del primo trattamento avverrà con una finestra mobile di 12 mesi dalla maturazione dei requisiti per le dipendenti e 18 mesi per le autonome.

Ma come si calcola nel concreto la pensione con Opzione donna?

Opzione donna: come si calcola l’importo

Come anticipato, chi decide di aderire alla pensione con Opzione donna vedrà l’assegno pensionistico ricalcolato secondo il sistema interamente contributivo. 

Ad ogni modo, per capire nel concreto qual è la cifra che si andrà a ricevere, bisogna prima considerare una serie di variabili ben precise, vale a dire:

  • il montante contributivo;
  • l’età di uscita a cui è legato il coefficiente di trasformazione;
  • la quota di pensione che, senza esercitare l’Opzione Donna, cadrebbe nel sistema retributivo;
  • la carriera lavorativa.

In generale, possiamo quindi dire che più tardi si esercita l’Opzione e minore sarà l’impatto sulla pensione. Inoltre, maggiori sono i contributi versati prima del 1996 e maggiore sarà il taglio sull’assegno (anche del 30%). Al contrario, invece, meno anni ricadono nel calcolo retributivo e minore sarà l’impatto su di esso.