Sciopero
Sciopero

L’ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) ha chiarito il legame fra lo sciopero e le eventuali sanzioni per aver superato il limite delle ore concesso. Come si considera l’assenza del personale scolastico, che supera i limiti individuali previsti?

Sciopero personale scuola: normativa

L’Aran fa notare che l’Accordo sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e conciliazione in caso di sciopero, firmato il 2.12.2020 attua le disposizioni contenute nella legge 12 giugno 1990, n. 146 (modificata ed integrata dalla legge 11 aprile 2000, n. 83). Indica le prestazioni indispensabili e fissa i criteri per la determinazione dei contingenti di personale tenuti a garantirle.

In questo accordo vengono indicati tempi e modalità per l’espletamento delle procedure di raffreddamento e conciliazione dei conflitti.

Chiarimenti ARAN

L’Accordo, spiega l’ARAN, lascia spazio ad una prospettiva annuale sugli sciopero, in cui il diritto all’istruzione viene declinato come diritto, a non perdere un numero eccessivo di ore di lezione. Per questa ragione è presente un limite individuale al numero di ore di sciopero che possono essere effettuate nel corso dell’anno da docenti ed ATA. E’ differenziato a seconda del grado di istruzione.

L’Art 10 comma 6 prevede che non si possono superare nel corso di ciascun anno scolastico il limite di:

  • 40 ore individuali (equivalenti a 8 giorni per anno scolastico) nelle scuole materne e primarie
  • 60 ore annue individuali (equivalenti a 12 giorni per anno scolastico) negli altri ordini e gradi di istruzione
  • deve essere assicurata l’erogazione nell’anno scolastico di un monte ore non inferiore al 90% dell’orario complessivo di ciascuna classe (insegnanti con più classi).

Sanzioni

L’articolo 4 della stessa normativa, prevede che “I lavoratori che si astengono dal lavoro in violazione delle disposizioni dei commi 1 e 3 dell’articolo 2 o che, richiesti dell’effettuazione delle prestazioni di cui al comma 2 del medesimo articolo, non prestino la propria consueta attività, sono soggetti a sanzioni disciplinari proporzionate alla gravità dell’infrazione“.

In caso di sanzioni disciplinari di carattere pecuniario, l’importo è versato dal datore di lavoro all’Istituto nazionale della previdenza sociale, gestione dell’assicurazione obbligatoria per la disoccupazione involontaria. Dalle sanzioni si escludono le misure estintive del rapporto di lavoro e quelle che comportino mutamenti definitivi dello stesso.