Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi
Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi

Scuola, il Ministero dell’Istruzione ha spostato ad oggi, giovedì 18 novembre 2021, il confronto con i sindacati in merito ai contenuti riguardanti il comparto scuola e istruzione inseriti nella Legge di Bilancio 2022. Flc-Cgil, Uil Scuola RUA, Gilda UNAMS e Snals-Confsal, però, hanno annunciato la loro assenza a tale incontro, attraverso una nota congiunta.

Legge di Bilancio 2022, è rottura tra Flc-Cgil, Uil, Gilda, Snals e il ministro Bianchi

I segretari delle quattro organizzazioni sindacali hanno spiegato le ragioni per le quali non si presenteranno all’incontro odierno. ‘Ci aspettavamo una diversa sede di discussione e confronto, magari dopo una valutazione politica che coinvolgesse l’intero governo per cercare di comporre la vertenza in atto dando possibili risposte alle problematiche che abbiamo sollevato.

I motivi 

Sinopoli, Turi, Serafini e Di Meglio hanno parlato di momento particolarmente serio per la scuola. Il testo della Legge di Bilancio, infatti, non include le risorse necessarie per il rinnovo del contratto. I sindacati hanno sottolineato come le relazioni tecnica e politica spostano denaro da un capitolo all’altro, a parità di impiego di risorse e persone, con giustificazioni formali, offensive e gravissime nei confronti dei docenti.

Per quanto riguarda la mobilità del personale, gli interventi normativi vengono fatti a costo zero. Altro nodo da sciogliere quello relativo all’organico Covid: la proroga a giugno è stata disposta solamente per gli insegnanti ma non per il restante personale

Scuola marginalizzata

I sindacati hanno sottolineato come la scuola sia stata completamente marginalizzata in questa Legge di Bilancio ed occorre porre rimedio. ‘Ci aspettiamo – scrivono Sinopoli, Turi, Serafini e Di Meglio – che il ministro intervenga sul governo per fargli capire quali sono i temi cruciali che preoccupano il personale della scuola. Non è con gli annunci in divenire del PNRR che si promuove e si investe sulla scuola, servono le risorse in Finanziaria.’

È necessario prendersi cura di chi lavora a scuola, garantendo stabilità del personale, mobilità liberata dai vincoli e pienamente contrattualizzata e classi meno numerose; inoltre, occorre eliminare il precariato e garantire adeguate retribuzioni.

Il Patto per la Scuola, sottolineano infine le suddette sigle sindacali, è rimasto completamente inattuato: ed ecco perché, in ragione degli accordi presi nei mesi scorsi, ci si aspetta un deciso cambio di rotta. In caso contrario, la risposta non potrà che essere la mobilitazione generale della categoria.

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