Sugli stipendi dei docenti della scuola c’è sempre un gran parlare. Sebbene alcuni li considerino dei ‘privilegiati’ per avere tre mesi di vacanza l’anno, chi vive la realtà scolastica sa benissimo che le cose funzionano in modo diverso. Oltre alle ore di classica lezione, un docente ha un quantitativo sostanzioso di lavoro sommerso non retribuito. Inoltre, come per tutti i dipendenti statali, c’è una sostanziale differenza tra l’importo lordo dello stipendio e quello al netto. E’ il secondo tipo che materialmente entra in tasca all’insegnante. Abbiamo pensato di fare una tabella di confronto tra i due importi, per palesare questa differenza.

Stipendi docenti presunti e reali: c’è differenza

Uno stipendio lordo può differire molto rispetto a quello netto della busta paga. I dipendenti lo sanno bene. Per cui quando nelle migliori delle ipotesi si scrive che lo stipendio medio mensile di un insegnante è di 3000 euro (ma solo dopo 35 anni di lavoro e solo per la secondaria di II grado), la realtà è ben diversa.

Abbiamo deciso di realizzare il confronto tra la tabella CISL legata all’ultimo CCNL (2019) e quella calcolata da Orizzonte Scuola aggiornata alla luce dell’ultimo aumento contrattuale, sulla base dei dati dei sindacati.

La tabella di confronto tra lordo e netto

Nel visualizzare gli importi, vi preghiamo di tener presente che i dati non possono essere uguali per tutti, perché la busta paga varia in base ad una serie di condizioni personali, il cui calcolo non può che essere medio e generalizzato. Alcune voci, come gli assegni famigliari, le detrazioni, le addizionali regionali e comunali e la RPD non sono identiche per tutti. Si tratta quindi, di un calcolo medio.

Agli importi lordi sono state sottratte le voci in negativo del cedolino su base media. Il confronto rende comunque l’idea della differenza tra importo lordo e netto. E fa comprendere il motivo per cui gli aumenti prospettati al momento destano tanta rabbia.

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LA TABELLA DI CONFRONTO IN PDF