Aula vuota
Aula vuota

La supplentite è un problema che la scuola ormai si trascina da anni, con promesse di una sua attenuazione da parte dei vari ministri dell’Istruzione che si sono succeduti negli anni. E dal 15 dicembre la situazione potrebbe anche aggravarsi.

A partire, infatti, da tale data scatterà, come sappiamo, l’obbligo vaccinale per tutto il personale scolastico. E chi non si adeguerà verrà immediatamente sospeso, salvo la possibilità di presentare anche solo la richiesta di vaccinazione, da effettuarsi entro un termine massimo di 20 giorni.

In caso di sospensione il docente avrà diritto a mantenere il proprio posto ma dovrà essere sostituito dal Dirigente scolastico. Stiamo parlando di una percentuale davvero minima che sarà a rischio sospensione, dato che il personale scolastico non immunizzato sembrerebbe aggirarsi intorno al 5%.

Ma quello che si profila potrebbe essere una pioggia di contratti di supplenza, che ancora una volta andranno a minare la continuità didattica. Cosa accadrà dunque dopo il 15 dicembre?

Contratti senza data certa dal 15 dicembre

I supplenti che verranno chiamati a sostituire i colleghi non ancora vaccinati si vedranno stipulare un contratto a tempo determinato, che in realtà, come è facile immaginare, non recherà alcuna data di chiusura della supplenza.

Questo perchè chi decidesse di adempiere, in un secondo momento, all’obbligo vaccinale potrà rientrare in servizio, e di conseguenza il contratto di supplenza verrà risoluto di diritto senza preavviso. Questo lo si legge al comma 4 del nuovo art. 4 ter del Decreto legge n. 172 del 26 novembre 2021. Al riguardo si attendono comunque maggiori delucidazioni da parte del MI.

Scuola a rischio caos

Ciò che ci si chiede inoltre è se il conteggio della percentuale di personale scolastico non vaccinato riguardi solo il personale assunto a tempo indeterminato o anche i supplenti. Perchè nel primo caso potrebbe anche porsi il problema che possano essere convocati precari non vaccinati, che per ovvie ragioni non potranno essere assunti.

E questo potrebbe allungare le tempistiche di ricerca, ad opera delle segreterie scolastiche, di supplenti che possano sostituire il personale mancante. La supplentite e il caos quindi rischiano di dilagare.