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Sostegno, il Ministero dell’Istruzione ha illustrato ai sindacati, nei giorni scorsi, la bozza del Decreto recante ‘Modalità di svolgimento del servizio dei docenti per il sostegno didattico impegnati in attività di istruzione domiciliare, ai sensi dell’art. 16, comma 2 bis del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66 e ss.mm.ii’. Flc-Cgil, a tal proposito, ha pubblicato una nota informativa dove vengono esposte diverse criticità riguardanti le nuove indicazioni ministeriali.

Sostegno, pronto Decreto su modalità di svolgimento del servizio dei docenti impegnati in attività di istruzione domiciliare

Il sindacato guidato da Francesco Sinopoli che, ricordiamo, ha interrotto le relazioni con il Ministero dell’Istruzione unitamente a Uil Scuola, Snals e Gilda, ha espresso la propria valutazione in merito ai contenuti della bozza del Decreto

L’ istruzione domiciliare viene considerata come una delle azioni che le Istituzioni Scolastiche, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, gli Enti locali e le aziende sanitarie locali, possono individuare ‘al fine garantire il diritto all’istruzione alle alunne e agli alunni per i quali sia accertata l’impossibilità della frequenza scolastica per un periodo non inferiore a trenta giorni di lezione, anche non continuativi, a causa di gravi patologie certificate.’

L’elaborazione del progetto formativo spetta al team dei docenti/consiglio di classe con l’indicazione del numero dei docenti coinvolti, degli ambiti disciplinari cui dare la priorità e delle ore di lezione previste. Il progetto deve essere approvato dal collegio dei docenti e dal consiglio d’Istituto e inserito nel Piano triennale dell’offerta formativa.

Per gli studenti con disabilità, impossibilitati a frequentare la scuola, l’istruzione domiciliare potrà essere garantita dall’insegnante di sostegno, assegnato in coerenza con il progetto individuale e il piano educativo individualizzato.
Flc-Cgil sottolinea come la bozza del Decreto vada a confermare le suddette disposizioni ma presume che il servizio dell’insegnante di sostegno,  presso il domicilio dell’alunno, sia prestazione lavorativa dovuta e ordinaria, da inquadrarsi quindi come obbligo di servizio.

Un aspetto questo che il sindacato di Francesco Sinopoli giudica come ‘un’impropria ingerenza in materie di competenza contrattuale’, visto che contrasta con le precedenti disposizioni che collocano l’istruzione domiciliare tra le attività ad ‘adesione volontaria’. Ora la bozza del Decreto sarà esaminata dall’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica e dal CSPI, il cui parere, come noto, non è vincolante.

Dopo aver indicato le richieste di modifica al testo del Decreto, Flc-Cgil sottolinea come la tutela dell’interesse prioritario degli studenti con disabilità che, per ragioni di salute, sono impossibilitati a frequentare la scuola in presenza, potrà essere garantita solamente se i provvedimenti adottati risulteranno sostenibili per le scuole e per il personale coinvolto.