insegnanti di sostegno
insegnanti di sostegno

Il sostegno agli alunni con disabilità deve essere tra le priorità per la scuola italiana se vuole essere una comunità accogliente: l’integrazione degli studenti diversamente abili si può raggiungere soltanto con la piena sinergia di tutto il personale scolastico, attraverso un’articolata e apposita progettualità. Sono queste le premesse della FISH, che lo scorso 13 dicembre presenta molte proposte per la scuola, tra cui l’istituzione di una classe di concorso specifica per il sostegno. MiSoS, tuttavia, si mostra subito contrario.

Proposte della FISH in merito al sostegno agli alunni con disabilità

Lo scorso 13 dicembre si è svolta a Roma la Conferenza Nazionale sulla Disabilità e la FISH ha avanzato molte proposte, anche relativamente all’ambito scolastico. La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, nel documento stilato, ripropone in primo luogo la separazione della carriera dei docenti di sostegno dagli inseganti curriculari: per la FISH infatti occorre ripensare alla formazione di una relativa classe di concorso per ogni grado di istruzione, per responsabilizzare i docenti verso una scelta professionale consapevole.  

Pertanto, bisognerebbe creare “quattro apposite classi di concorso per il sostegno per i docenti a tempo indeterminato e l’opportunità di delegare il governo ad adottare uno o più decreti legislativi entro un arco temporale di 18 mesi per regolamentare percorsi di carriera specifici e differenziati tra insegnati di sostegno ed insegnati curricolari“.

Sarebbe poi ottimale anticipare la tempistica delle iscrizioni degli alunni di qualche mese, in modo tale da poter organizzare l’organico necessario in tempo, soprattutto per il sostegno.

Per la Federazione, inoltre, è necessario garantire la continuità didattica anche relativamente ai docenti precari, stabilizzandoli previa formazione universitaria specifica.

Chiede pertanto l’istituzione di scuole di specializzazione di 60 CFU sulle didattiche inclusive in ogni facoltà di Scienze della Formazione: con questo sistema si potrebbe ottenere un numero più consistente di docenti specializzati sul sostegno.

Il MiSoS è contrario alla proposta delle separazione della carriera

Non tarda la risposta di Ernesto Ciraci, presidente nazionale del MiSoS, Movimento Inseganti di Sostegno Specializzati. In un post su facebook scrive infatti: “La proposta in merito alla separazione di carriera sul sostegno rappresenta una pericolosa inversione a U su tutto ciò che rappresenta l’inclusione e il fare scuola attraverso la didattica inclusiva”.

Sottolinea che “la specializzazione sul sostegno invece è un valore aggiunto all’aspetto curriculare, il rischio della separazione di carriera ci conduce nella direzione di medicalizzazione, di eccesso di delega. In questi anni abbiamo parlato tanto di corresponsabilità e contitolarità da parte di tutti i docenti curriculari e di sostegno nel rendere un contesto classe eterogeneo davvero inclusivo in un ottica di ICF, di Progettazione Universale per l’Apprendimento (UDL), di didattica inclusiva”. Per Ciraci occorre invece realmente estendere la formazione sull’inclusione scolastica a tutti i docenti curriculari.