Dal 15 dicembre scorso è scattato l’obbligo vaccinale per i docenti e tutto il personale della scuola di ruolo e a tempo determinato. L’obbligo include, per chi già è vaccinato, l’immunizzarsi con la dose di richiamo, da effettuare non prima dei 5 mesi e non dopo 9 mesi dall’ultima somministrazione. Chi non si adegua, è soggetto alla sospensione senza stipendio e al suo posto sarà chiamato un supplente. Secondo Il Messaggero, per le scuole si prospettano giorni difficili.

Obbligo vaccinale e docenti non vaccinati

In base alle stime diffuse in questi giorni, i docenti non vaccinati si attestano tra i 40 e i 50mila. Il Messaggero sostiene che un 20% di questi, si sta mettendo in regola con l’obbligo (prenotazione o prima dose già fatta). Un numero alto, che se non si piega a quanto imposto dal Governo, dovrà essere sostituito.

Ma ci sono tutti questi supplenti disponibili? Sempre secondo il quotidiano, la soluzione potrebbe essere quella di coinvolgere nelle supplenze anche i laureandi, perché “i supplenti da portare in cattedra, quest’anno, non ci sono”.

‘Si prospettano giorni difficili’

I prossimi tre giorni – scrive ancora il quotidiano – gli ultimi prima della pausa natalizia, si prospettano infatti difficili per i presidi alle prese con le cattedre lasciate scoperte dai docenti senza vaccino e la ricerca, spesso inutile, di supplenti da portare in classe per fare lezione. Per ora si proverà a tamponare le ore scoperte ma a gennaio, quando ormai le sospensioni dei No Vax saranno definitive, si rischia il caos“.

Come funziona la chiamata per i laureandi? Come spiega Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione dei presidi del Lazio, la chiamata dei laureandi è regolamentata per la facoltà di Scienze della formazione, quindi per gli insegnanti della primaria. Ma viene di fatto estesa anche ad altre lauree per le superiori: per matematica e per le materie professionalizzanti degli istituti tecnici e professionali.