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Didattica, compiti per le vacanze di Natale: è veramente giusto assegnarli? Analizziamo tutti i pro e contro di questa scelta. Ecco quali sono le principali scuole di pensiero.

Perché assegnare i compiti per le vacanze di Natale

Le vacanze di Natale sono ormai arrivate e, come sempre, sulla spinosa questione dei compiti per le vacanze si accende il dibattito.

A tal proposito, ci sono principalmente due scuole di pensiero. La prima che sostiene fermamente l’utilità di questa scelta; la seconda che vede come prioritario il riposo quasi assoluto degli studenti. Ma cosa dice la normativa a riguardo?

A proposito di questo delicato argomento non c’è una normativa recente. L’ultima circolare risalirebbe, infatti, a più di 50 anni fa, con oggetto: “Riposo festivo degli alunni. Compiti scolastici da svolgere a casa”.

Un’indicazione certamente piuttosto generica che è andata incontro nel corso del tempo a diverse interpretazioni. Ed è proprio per questo motivo che il D.P.R. dell’8 marzo 1999 ha di fatto stabilito l’autonomia scolastica di ogni istituto anche in questa direzione.

Pro e contro

Alla luce di quanto sopra riportato, possiamo cercare di stilare una lista di pro e di contro a proposito dell’utilità dei compiti delle vacanze, specialmente nel periodo natalizio che è di fatto temporalmente piuttosto limitato.

Fra gli aspetti positivi vi è senza dubbi il fatto che i compiti aiutano a:

  • tenere in allenamento il cervello degli studenti durante i periodi di riposo;
  • tenere lontani gli studenti da un uso eccessivo ed irresponsabile dei social network e dei dispositivi tecnologici.

Per quanto riguarda, invece, i punti a sfavore vi sarebbero:

  • l’esercizio mnemonico e meccanico che non aiuterebbe a consolidare le conoscenze;
  • il concetto secondo cui i compiti delle vacanze vadano a limitare il periodo di riposo degli studenti.

Bisogna, tuttavia, sottolineare che fra questi due poli opposti si tende a propendere in generale per una terza posizione intermedia.

Di norma, infatti, si cerca di non caricare eccessivamente gli studenti con i compiti e di prediligere l’assegnazione di esercizi ed attività ritenute meno faticose e più stimolanti, come ad esempio la lettura di un romanzo o alcune forme di volontariato.