Palazzo Chigi - Sede del governo
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La variante Omicron continua a diffondersi e a contagiare: nel giro di pochi giorni i casi Covid sono saliti in modo considerevole, ieri più di 55mila. Secondo gli esperti, a gennaio, potremmo arrivare anche a 100mila casi in una sola giornata. Tuttavia, da più parti, arriva l’ipotesi di ridurre la quarantena per i soggetti che hanno ricevuto la dose booster. Di seguito il punto sulla questione.

Il governo convoca il CTS per valutare una quarantena breve per i vaccinati con terza dose

Al momento, sono tantissime le persone in isolamento a causa di contatti con soggetti positivi al Covid, due milioni e mezzo secondo quanto riportato da Rai News: con un numero così alto il governo sta ripensando al sistema della quarantena. L’ipotesi è quella di prevedere un isolamento breve per tutti coloro che hanno già effettuato la terza dose, bloccandoli per il minor tempo possibile. A tal fine l’esecutivo ha convocato per la giornata di domani 29 dicembre il Comitato Tecnico Scientifico che dovrà esprimere un parere a riguardo tenuto conto dell’andamento epidemiologico.

Si pensa ad una quarantena breve, dai tre ai cinque giorni, a partire dall’inizio di gennaio. Al momento per i vaccinati, compreso chi ha avuto somministrato la dose booster, l’isolamento è di 7 giorni qualora siano venuti a contatto con un positivo. Il governo ha sottolineato che le misure adottate in materia non tengono conto infatti della variante Omicron e della vaccinazione con la terza dose. Dal 10 gennaio, del resto, l’intervallo per la somministrazione del richiamo dalla seconda dose scenderà a 4 mesi.

Alcuni pareri in merito

Il Sottosegretario alla Salute Andrea Costa in un’intervista al Corriere delle Sera afferma che occorre fare una differenziazione tra chi ha effettuato il booster (o terza dose) e chi no: “Per chi ha il booster si può prevedere una quarantena inferiore ai sette giorni. Per chi non è vaccinato la quarantena è di 10 giorni. Per chi ha già fatto due dosi è di 7. Non saremmo credibili nell’invitare a fare il richiamo se non fossimo convinti che il booster dà una maggiore protezione”.

In un’intervista a Radio Cusano Campus, il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ha affermato: “Omicron è una variante molta contagiosa. Ogni positivo può aver avuto, di media, dai 5 ai 10 contatti. Se dovessimo avere un milione di positivi vuol dire che potrebbero esserci dai 5 ai 10 milioni di contatti da mandare in quarantena e questo non è possibile. Chi ha fatto il vaccino con la terza dose è più difficile si contagi e quindi bisognerebbe rivedere le regole per questa categoria. La persona vaccinata anche con terza dose deve vedere la sua quarantena ridotta“. 

Anche i presidenti delle Regioni sono favorevoli alla riduzione dell’isolamento

Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia-Giulia e della Conferenza delle Regioni, su Twitter ha scritto: “Condivido la riflessione che vada rivista la quarantena per i vaccinati. Massima sicurezza senza bloccare il Paese”. L’Ansa riporta le parole del presidente del Veneto, Luca Zaia, che, in riferimento alla quarantena prevista per chi ha fatto la terza dose “uguale a quella degli altri”, afferma: “è ragionevole cominciare a fare una riflessione sulla quarantena per il vaccinato: va rivista”. Ancora, l’Ansa riporta il parere del presidente della Liguria Giovanni Toti, per il quale non è possibile isolare un così alto numero di persone. Per Toti non si possono più adottare le stesse misure dell’anno scorso se non ci si vuole ritrovare con più di un milione di soggetti in quarantena: l’intero Paese sarebbe bloccato.

Attendiamo pertanto il parere del CTS e le decisioni che prenderà il governo.