Stabilizzazione docenti precari
Stabilizzazione docenti precari

Continua l’attesa dei precari storici che chiedono un doppio canale di reclutamento, considerata l’unica via per la lotta al precariato. Con l’annuncia della riforma della formazione e del reclutamento, le incognite per chi aspira da anni all’immissione in ruolo ma non possiede l’abilitazione sono per paradosso aumentate. Ci si chiede se l’anno 2022 sarà l’anno della svolta, considerate le promesse e le richieste di politici e sindacati.

La riforma del reclutamento: quale spazio per i precari storici?

Al momento, la riforma del reclutamento di Bianchi non spiega come si collocheranno in cattedra i precari storici. Le anticipazioni rivelano l’intenzione di istituire lauree abilitanti con 60 crediti universitari nel settore pedagogico, di cui 24 ottenuti tramite tirocinio, per poter accedere ad un concorso semplificato e successivamente all’anno di prova e formazione.

Nel frattempo si stanno avviando i concorsi ordinari fermi dal 2020 (nella loro versione semplificata). Ma restano incognite sia sulla procedura straordinaria per l’abilitazione, che sul nuovo concorso straordinario previsto entro il 2021. Proprio la prima procedura, potrebbe permettere l’abilitazione di una parte di precari. Ma che fine ha fatto?

Il doppio canale arriverà nel 2022?

Se l’obiettivo è la lotta al precariato, non si può non pensare ad una soluzione per la stabilizzazione dei precari storici della scuola. Per questo confidiamo che nel 2022 possa esserci una svolta, almeno parziale. Le soluzioni più quotate restano due:

  1. assunzione per titoli e servizio dei docenti con almeno tre anni di esperienza,
  2. percorsi abilitanti, con eventuale rilancio di nuovi PAS 

Diversi i gruppi e i politici che si battono per un doppio canale di reclutamento al fine di stabilizzare i precari. Tra questi ANLI, da sempre sostenitore del doppio canale, che ha definito “l’unica arma vincente per sconfiggere il precariato scolastico cronico”.

All’inizio di questo mese, in un post sulla propria pagina Facebook ufficiale, ANLI si era mostrato molto positivo scrivendo: “Chiaramente non azzardiamo a fare né pronostici né previsioni di sorta, vista l’amenza dei nostri improvvisati politici. Comunque, di una cosa siamo certi: prima o poi il Doppio canale sarà reintrodotto!