Il senatore Mario Pittoni
Il senatore Mario Pittoni

Precariato scuola, nonostante i proclami del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, il 2021 non è stato certamente un anno di svolta per le migliaia e migliaia di docenti precari che attendono di essere stabilizzati. Il ‘brodino’ delle assunzioni straordinarie dalla prima fascia delle GPS, secondo quanto disposto dal decreto Sostegni Bis, ha inciso pochissimo, come del resto ampiamente previsto, sulla questione riguardante il precariato cronico della scuola. Il senatore della Lega, Mario Pittoni, si augura che il 2022 possa essere, finalmente, l’anno del ‘decreto Scuola’ e del superamento dei problemi legati al precariato.

Precari, Pittoni: ‘Che il 2022 possa essere l’anno del decreto Scuola e del superamento del precariato cronico’

“Il 2021 è stato l’anno delle lauree abilitanti alla professione – così ha esordito il vicepresidente della Commissione Cultura al Senato – Il 2022 sia quello del decreto Scuola per il superamento del precariato cronico (vedi ddl 1920). Lo studente ha diritto a insegnanti titolari, che l’accompagnino nell’intero ciclo scolastico”. Questo è l’auspicio del responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega.

“Da settimane – ha spiegato Mario Pittoni – lavoriamo a un fronte comune per ottenere un decreto Scuola con cui affrontare in  modo organico le criticità del settore. Va aggirato l’ingorgo conseguente all’eccessivo numero di proposte verificatosi nella fase emendativa degli ultimi provvedimenti”.

Mario Pittoni, nei giorni scorsi, era intervenuto in merito alla questione del concorso ordinario scuola secondaria e a quella della riforma reclutamento, affermando come non vi fosse ancora nulla di concreto al riguardo.

Il ministro Bianchi aveva parlato, alcune settimane fa, di riforma del sistema di reclutamento in arrivo prima della fine dell’anno ma evidentemente le tempistiche non potevano essere rispettate.

Il nodo più difficile da superare resta quello dei ‘precari storici‘: se da una parte il Ministero dell’Istruzione vorrebbe aprire le porte dell’insegnamento ai giovani, dall’altra non può certamente ignorare chi, da anni e anni, presta servizio nella scuola come supplente e continua ad attendere una stabilizzazione che sembra non arrivare mai, nonostante le continue e ripetute promesse lanciate dalle varie forze politiche.