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Il presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi sembrano non avere dubbi. Il ritorno a scuola dopo le vacanze natalizie dovrebbe essere in presenza, tranne particolari eccezioni. Questo, nonostante il preoccupante aumento di contagi da Covid-19 che sta caratterizzando l’Italia in queste ultime settimane. Lo scorso 31 dicembre i dati ci hanno presentato un ulteriore aumento: 144.243 nuovi positivi e 155 morti. Bisognerà comunque attendere dopo il 3 gennaio per avere un punto più chiaro della situazione circa le effettive lezioni in presenza. Nel corso dell’ultimo vertice tra i ministri dell’Istruzione Patrizio Bianchi, della Salute Roberto Speranza, il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga e gli assessori regionali alla Salute, quello della scuola è stato uno degli argomenti principali.

Il punto di Fedriga e Donini

Secondo il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, e l’assessore dell’Emilia Romagna (nonché coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni) Raffaele Donini, sarebbe opportuno “garantire il più possibile l’attività scolastica in presenza, velocizzare ed incentivare la vaccinazione della popolazione pediatrica, mettere in campo azioni per garantire tassi di ospedalizzazione sostenibili: questi i temi al centro di un confronto che abbiamo avuto oggi con i ministri Bianchi e Speranza e a cui hanno partecipato gli assessori alla Salute”.

Sempre Massimiliano Fedriga e Raffaele Donini hanno aggiunto, tramite alcune dichiarazioni riportate da ‘Il Giorno’: “Si è trattato di un incontro positivo e costruttivo in cui abbiamo prospettato al Governo alcune ipotesi di intervento che, sulla falsariga di quanto è stato fatto con l’ultimo decreto, alleggeriscano anche il mondo della scuola sul fronte dei protocolli, delle quarantene e dei tamponi attualmente previsti”.

E inoltre: “Si tratta di proposte tecniche che vogliamo approfondire e condividere con l’esecutivo con il duplice obiettivo di proteggere gli ospedali gravati sempre più da ricoveri dovuti a Sars-CoV-2 e permettere una ripresa dell’anno scolastico in presenza, considerando l’andamento della curva epidemica che appare trainato proprio da una progressione importante nella fascia che va da 6 a 13 anni”.

Posticipare ritorno a scuola, Pregliasco: ‘Scelta ragionevole’

Il professor Fabrizio Pregliasco, docente all’università Statale di Milano, ha spiegato come attendere la ripresa delle lezioni scolastiche in presenza dopo le vacanze di Natale sia un’eventualità di cui tenere conto. Queste le dichiarazioni del virologo ad Adnkronos Salute: “Effettivamente sarebbe un intervento che potrebbe mitigare un po’ la diffusione” del Coronavirus, tenendo conto che “i bimbi già con la variante Delta sono più coinvolti che con il virus originale e adesso c’è la Omicron”.

A detta di Fabrizio Pregliasco, prima del ritorno a scuola sarebbe necessario attendere “una settimana almeno, meglio due da sfruttare anche per far decollare la campagna vaccinale rivolta ai 5-11enni”. Il virologo ha fatto notare come, esaminando gli ultimi dati, a essere coinvolti sono i giovanissimi “in termini percentuali”. Una “scelta ragionevole” a detta di Pregliasco, in quanto “la priorità è una scuola in presenza, però bisogna valutare anche l’andamento della pandemia”.