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Nel corso di un intervento a Italia Stampa, il presidente nazionale dell’Anief Marcello Pacifico ha ribadito come dopo le ultime sentenze da parte dei tribunali, bisognerà trovare una soluzione concreta per i precari della scuola, siano essi docenti o ATA. Un’immissione in ruolo automatica per coloro che hanno almeno 36 mesi di servizio, come del resto prevede l’Unione europea al riguardo. Al momento non è prevista in Italia una simile modalità di assunzione, almeno nel settore scolastico, e chi punta al posto fisso deve necessariamente espletare una procedura concorsuale in nome della giusta selettività come spesso ricordato da realtà politiche come il Movimento 5 stelle.

Pacifico: ‘Possibile stabilizzare il personale del pubblico impiego’

Marcello Pacifico ha voluto ricordare come alcuni giorni fa “la Corte Costituzionale ha stabilito ancora una volta, se ce n’era bisogno, che è possibile stabilizzare il personale del pubblico impiego”. L’assunzione dei supplenti potrebbe del resto dare un forte contributo allo stop del precariato. Migliaia sono i docenti che ogni anno sono assunti tramite contratto di supplenza breve, o massimo annuale fino al 30 giugno/31 agosto. A fine contratto scatta automaticamente il licenziamento, gettando tale categoria di lavoratori in uno stato di incertezza, fino a un’eventuale nuova convocazione.

‘Violazione delle norme comunitarie’

A detta di Marcello Pacifico, quanto ribadito dalla Corte costituzionale ribadisce come “non c’è un livello assoluto, ma la stabilizzazione dei lavoratori risponde a una precisa scelta politica in base anche alla violazione delle norme comunitarie. Quindi, di fatto, sbaglia chi invoca ogni volta sul precariato, anche scolastico, l’illegittimità delle procedure di stabilizzazione”. Il presidente nazionale Anief ha inoltre ricordato che il prossimo 4 gennaio ci sarà un nuovo incontro tra i sindacati e il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

La richiesta è sempre la stessa: stabilizzare i precari

Marcello Pacifico ha affermato, inoltre, che al ministro Bianchi la sua sigla sindacale ribadirà la stessa questione anche nell’incontro previsto per domani: “Serve sempre più una soluzione per rispettare le norme comunitarie, per stabilizzare i precari, ripristinando il doppio canale di reclutamento”. Si spera dunque che il 2022 sia finalmente l’anno in cui sarà possibile “reclutare i precari con 36 mesi di servizio senza più paletti, che sono quelli che riguardano i servizi e la possibilità di essere assunti proprio con il doppio canale di reclutamento”.

Quali sono le altre questioni da affrontare?

Oltre al precariato da eliminare, altre problematiche da risolvere relative alla scuola italiana sono: l’aumento degli organici, il dimezzamento del numero di alunni per classe e la soppressione dei vincoli e delle norme sbagliate. Vedremo se in quest’anno, appena iniziato, ci saranno delle novità positive a tal proposito.

Al riguardo, Pacifico ha precisato: “Daremo l’anima per farlo diventare l’anno delle risposte al Covid, dimezzando il numero degli alunni per classe e aumentando gli spazi, considerando anche che le classi pollaio riguardano ben mezzo milione di alunni, oltre a trovare la soluzione definitiva al problema endemico del precariato, ripristinando il doppio canale di reclutamento, anche da Gps, e dando il giusto riconoscimento a chi lavora nelle nostre scuole”.