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Si attendono le decisioni del Consiglio dei Ministri in merito alle nuove misure anticovid da adottare: alla fine della riunione dell’esecutivo, si avranno le idee più chiare anche in merito al rientro a scuola. La posizione del Ministro Bianchi e di tanta parte politica, almeno per il momento, resta quella di un netto rifiuto della DAD e sulla ripartenza in presenza. La didattica a distanza limitata, però, potrebbe invece essere utile per organizzare il rientro e incrementare la campagna di vaccinazione.

Per il professor Massimo Galli la Dad non sarebbe una tragedia

In un intervento all’Adnkronos Salute Massimo Galli, direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano si mostra preoccupato per la riapertura delle scuole in considerazione dell’ascesa del numero dei contagi. L’infettivologo sostiene che si considera la DAD ormai come una parolaccia: invece sarebbe utile in questa fase della pandemia pensare ad uno slittamento della scuola in presenza per ridurre il numero dei contagi, che con la riapertura invece si potranno acutizzare. Se il rientro in sicurezza “porta via una settimana o 15 giorni di lezioni, che possono essere recuperati successivamente, non è una tragedia. Non nego di essere preoccupato per il rientro nelle aule”.

Per l’ANP la DAD non sarebbe una cattiva idea

Oggi il presidente nazionale dell’ANP, Antonello Giannelli, è intervenuto alla trasmissione di LA7 “L’aria che tira” in cui ha espresso le sue opinioni sul prossimo rientro a scuola: l’ANP si è mostrata sempre favorevole ad un ritorno in presenza, riconoscendo la presenza fisica dell’insegnante e il rapporto di socialità con i compagni fondamentale. Tuttavia, pur individuandone i limiti intrinseci, Giannelli ha affermato: “ Se però si vuole mettere in atto un piano effettivo con degli obiettivi da raggiungere allora non sarebbe una cattiva idea prendersi due/tre settimane di DAD e però raggiungere gli obiettivi. Al primo posto va messo l’aumento della percentuale di alunni vaccinati” che nella fascia sotto gli 11 anni è pari solo al 10%.

L’ANIEF continua a difendere la didattica a distanza

In un comunicato, il presidente di Anief, Marcello Pacifico, continua a sostenere la necessità della DAD in questa fase della pandemia: “Comprendiamo che la scuola sia diventata argomento centrale nella politica del Paese, ma non si può continuare a trattarla con argomentazioni così generiche: a chi dice che la didattica a distanza non si può fare perché danneggerebbe gli alunni, ricordo che la DAD è stata condotta egregiamente per lunghi tratti degli ultimi due anni scolastici. Dire tutti a scuola, sempre e comunque, è facile. Anche con classi affollate, spazi e personale ridotti”.

Attendiamo le nuove direttive del governo: un dietrofront dell’ultimo momento sul rientro a scuola è comunque molto improbabile, anche perché al 5 gennaio sarebbe difficile per le famiglie organizzarsi.