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Pensioni 2022: a partire da quest’anno sono in arrivo alcune importanti novità per i pensionati. In particolare, ad attenderli sembra ci saranno assegni nel complesso più alti. Vediamo subito per chi e di quanto. Quali sono le ultime notizie relative agli importi e quali sono i vari fattori che incideranno su tale cambiamento. Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Pensioni 2022: in arrivo assegni più alti?

L’anno nuovo comincia con alcune buone notizie sul fronte pensionistico. Stando infatti a quanto si apprende dalle principali testate nazionali, nel 2022 i pensionati potranno sperare di ricevere assegni più alti.

Ad influire su questo importante cambiamento ci sarà in primo luogo la rivalutazione sul costo della vita. A causa dell’aumento dell’inflazione, le pensioni cresceranno infatti dell’1,7% e l’adeguamento sarà al 100% per gli assegni fino a 4 volte il minimo (2.062 euro), al 90% per gli assegni tra 4 e 5 volte il minimo (fino a 2.578 euro) e al 75% per chi supera tale cifra.

Nel concreto, quindi, chi riceve una pensione da 1.500 euro vedrà crescere l’assegno di 25 euro. Chi percepisce 2.000 euro vedrà, invece, aumentare l’assegno di 34 euro e, infine, chi ha una pensione da 2.500 euro noterà una crescita di 42 euro.

Ad ogni modo, però, nei primi tre mesi dell’anno la rivalutazione sarà leggermente più bassa (pari all’1,6%), in quanto la crescita dell’inflazione risulterà di fatto superiore rispetto alle previsioni.

Come inciderà sugli importi il taglio dell’Irpef

A far crescere ulteriormente gli assegni pensionistici ci penserà, inoltre, il taglio dell’Irpef che determinerà un aumento medio atteso di 170 euro per tutti, con differenze significative a seconda del reddito annuo. In particolare, più alto sarà l’assegno, maggiore sarà il beneficio connesso al taglio delle tasse.

Nello specifico, la crescita sarà di:

  • 200 euro per chi riceve meno di 18 mila euro all’anno;
  • 132 euro per chi percepisce fino a 24 mila euro annui;
  • 500-700 euro per chi incassa tra i 40 mila e i 60 mila euro all’anno.

Si ricorda, infine, che nel 2022 non cambieranno soltanto gli importi delle pensioni, ma anche le modalità con cui sarà possibile lasciare il mondo del lavoro.

Se da un lato, infatti, rimarranno attive misure quali Opzione donna e l’Ape sociale con una più ampia platea di beneficiari, dall’altro lato Quota 100 sarà sostituita da Quota 102, permettendo così l’uscita a 64 anni di età e 38 di contributi versati.

Non bisogna tuttavia dimenticare che, nel frattempo, proseguirà anche il dibattito per una riforma strutturale della cosiddetta Legge Fornero.