scuola in DAD
scuola in Dad

L’ascesa della variante Omicron non si placa e il numero dei contagi continua a salire: nonostante ciò il governo Draghi ha confermato il rientro a scuola in presenza dal 10 gennaio, respingendo la richiesta di slittamento. Dall’ANCI Sicilia, però, arriva la richiesta di attivare la Didattica a distanza.

In Sicilia l’ANCI chiede l’attivazione della DAD, soprattutto nella scuola primaria

Ieri, 5 gennaio, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani della Sicilia ha inviato una lettera al presidente regionale Nello Musumeci in merito al prossimo rientro a scuola: in vista del ritorno trai banchi del 10 gennaio, Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia richiede l’attivazione della DAD, in modo particolare alla scuola primaria. La nota, indirizzata anche all’assessore regionale dell’Istruzione e della formazione professionale Roberto Lagalla, mira a scongiurare una diffusione ulteriore dei contagi che potrebbero diventare incontrollabile. Il provvedimento sarebbe più urgente per la primaria, in cui ancora la campagna di vaccinazione presenta percentuali molto basse.

Lettera dell’ANCI Sicilia

Di seguito riportiamo la lettera firmata dall’ANCI Sicilia e indirizzata al governo regionale. “A seguito di un confronto con il Consiglio regionale della nostra associazione abbiamo ritenuto necessario intervenire per sollecitare il governo regionale a valutare la ripresa delle lezioni in Dad in particolare nella scuola primaria, in quanto abbiamo registrato che una percentuale elevatissima di positivi è stata, nelle ultime due settimane, individuata tra i cittadini in età scolare e soprattutto tra i minori, non vaccinati, che frequentano la scuola primaria.

Temiamo, infatti, che l’inevitabile assembramento, causa-effetto della ripresa scolastica e i ritardi nei tracciamenti e nelle verifiche dei tamponi a cura del sistema Asp-Uscas, a causa dell’aumento esponenziale dei contagi di questi giorni, possa favorire il rientro all’interno delle classi di soggetti potenzialmente positivi.

In considerazione del fatto, quindi, che non viene previsto in campo nazionale l’obbligo vaccinale e che l’elevata quantità di positivi tra gli alunni, unita al fatto che la variante Omicron sia poco sintomatica, potrebbe provocare gravi ripercussioni nella trasmissione del contagio anche nei servizi di trasporto pubblico, riteniamo necessario che vengano prese tutte le precauzioni necessarie ad evitare ulteriori contagi assicurando la sicurezza sanitaria ai nostri cittadini”.

Occorre adesso aspettare la risposta del presidente regionale Musumeci in merito alla richiesta fatta.