petizione

La nuova petizione di Professione Insegnate riguarda la possibilità di riaprire la scuola in DAD. Ricordiamo che quella precedente, sugli stipendi dei docenti, aveva raggiunto una quantità di firme impressionante. Questa volta, il corposo gruppo Facebook, chiede al Governo di essere ragionevole sul rientro in classe, tenuto conto dell’alto numero dei contagi.

Per la scuola nessuna sicurezza

Professione Insegnante si associa alla richiesta dei presidi di riaprire la scuola in DAD per un paio di settimane. Il testo della petizione, che trovate su Change.org, sottolinea quanto poco si sia fatto per la sicurezza della scuola in questi due anni.

“È partito un altro anno scolastico senza soluzioni concrete reclamate da inizio pandemia, come dotare tutte le scuole di impianti di aerazione meccanica certificata, investimenti urgenti sull’ edilizia scolastica pesante per creare spazi e ridurre le classi pollaio. Azione fondamentale per assicurare qualità della didattica e recuperare i gap formativi dei nostri studenti.

In due anni di pandemia nulla di strutturale è stato fatto per arginare i rischi e ci si ritrova di nuovo allo stesso punto. 
Dopo un periodo di vacanze natalizie caratterizzato da una curva dei contagi senza precedenti c’è il serio pericolo che l’apertura delle scuole porti 8,5 milioni di studenti nel caos.”

Riapertura scuola in DAD per due settimane

Il testo sottolinea come aprire le scuole in presenza senza alcun monitoraggio è un serio rischio, rammentando che la richiesta di rinvio della scuola in presenza arriva da più fronti.

Gli insegnanti chiedono di osservare due settimane di didattica a distanza al fine di mettere le scuole nelle condizioni di fronteggiare la situazione epidemiologica che rischia di sfuggire di mano.  Oggi 6 gennaio, si sono verificati ben 219.000 casi di positività, i casi totali salgono a 1,6 milioni. Tra questi ci sono tantissimi studenti e tanti docenti che non potranno recarsi a scuola ma dei quali la scuola non sa nulla. 

Occorre tenere chiuse le scuole, ideare un piano di tracciamento sistematico, potenziare la campagna vaccinale per gli studenti e fornire mascherine ffp2 a tutti, docenti e studenti.

Noi docenti riteniamo che 2 settimane di didattica a distanza consentiranno di organizzare nel frattempo la macchina della sicurezza in attesa che ci siano ulteriori informazioni su contagi e relative conseguenze. 

Riaprire la scuola in presenza consentirebbe di inasprire ancora di più la curva dei contagi rischiando di far chiudere tutto fra qualche giorno. Una scuola in presenza in queste condizioni non consentirà mai di fare lezioni con serenità nè di agire per il bene degli studenti.

Noi insegnanti confidiamo nell’ascolto da parte del Governo, del presidente del Consiglio Mario Draghi e del Ministro Bianchi.”