Studenti all'esterno di una scuola
Studenti all'esterno di una scuola

In vista del ritorno in classe di lunedì 10 gennaio si susseguono le polemiche e le opinioni di coloro che ritengono opportuno uno slittamento della riapertura: il governo, però, non sente ragioni, ribadendo che la scuola deve riaprire in presenza, seguendo le nuove misure adottate dal Consiglio dei Ministri lo scorso 5 gennaio. Intanto, cresce il fronte di chi vuole un ritorno limitato alla DAD, per 2 o 3 settimane.

Si allarga il fronte di chi vuole un posticipo del ritorno in classe: concorde anche Guido Rasi

L’incremento del numero dei contagi provoca la crescita del fronte di coloro che ritengono inopportuno, al momento, un ritorno in classe: sia dai sindacati che dai presidi, oltre che dai genitori, arrivano richieste per posticipare il rientro in presenza di qualche settimana, tempo utile soprattutto per incentivare la campagna di vaccinazione. Il premier Draghi e il ministro Bianchi però tirano dritto, ribadendo che le nuove misure del 5 gennaio previste dal Consiglio dei Ministri garantiranno la sicurezza a scuola.

Eppure anche Guido Rasi, il consulente del Commissario Figliuolo, reputa opportuno far slittare di qualche settimana il ritorno in classe. Alla trasmissione ‘Agorà’ su Rai3 ha dichiarato: “Per me due settimane di dad sarebbero molto importanti, perché se oggi siamo a 200mila casi, per lo più sottostimati, immaginiamo tra una settimana cosa vedremo. Se non facciamo due settimane adesso poi dovremo fare una cosa frammentata nei prossimi tre mesi”. Intanto soltanto alcune scuole oggi hanno riaperto, ma la maggior parte ha deciso di sfruttare il ponte dell’Epifania per ritardare il rientro.

Genitori e personale scolastico appoggiano l’appello dei presidi: ‘Ritardare il rientro’

Nelle ultime ore, ad appoggiare l’appello dei presidi al Ministro Bianchi per il posticipo del ritorno in classe sono anche i genitori e il personale scolastico: allarmati per il pericolo dell’altissima diffusione di Omicron hanno lanciato un appello urgente attraverso una petizione. Ritornare a scuola significa rischiare di raggiungere un numero altissimo di contagi tra la popolazione scolastica, sia studentesca che docente. La petizione sottolinea che, a causa della sottostimata capienza delle aule, della mancanza di sistemi di purificazione dell’aria, garantire la sicurezza è quasi impossibile vista la grande contagiosità del virus.

A “Radio Cusano Campus”, Antonello Giannelli, presidente dell’ANP, sottolinea nuovamente la necessità di posticipare il ritorno in classe: “In quelle due settimane si potrebbe alzare la percentuale di alunni vaccinati, si potrebbe organizzare la distribuzione di mascherine Ffp2 e avviare sul territorio una campagna di testing degna di questo nome. Il nostro sistema sanitario non è in grado di assicurare il tracciamento nei tempi previsti, soprattutto con tutti questi contagi. Se stiamo 2-3 settimane in dad non succede nulla, c’è una demonizzazione della dad che è senza senso”.

Il presidente Giannelli evidenzia anche che si considera solo il servizio sociale che la scuola offre alle famiglie come luogo in cui lasciare i figli durante le ore lavorative: “Capisco che il governo abbia la sola preoccupazione delle persone che, per lavorare, hanno bisogno di lasciare i figli a qualcuno. La scuola viene considerata solo un servizio sociale, tutto il resto è contorno e marginale. La scuola ha anche questa funzione, ma non può ridursi solo a questo”.