Bambini
Bambini

Si accende il dibattito sul ritorno in classe di lunedì 10 gennaio: si allarga il fronte di coloro che chiedono al governo Draghi uno slittamento della ripartenza della scuola in presenza e un ritorno provvisorio alla DAD. Nello stesso tempo, l’esecutivo resta fermo sulle sue posizioni e arrivano pareri che supportano le decisioni prese dal Ministro Bianchi.

Dibattito sul ritorno in classe

L’ascesa della curva epidemiologica non mostra segni di frenata e il numero dei contagiati sfiora i 200mila casi: cifre impressionanti raggiunte in poche settimane, e secondo gli esperti ancora non si sarebbe raggiunto il picco. A ormai 48 ore dal ritorno in classe, cresce il braccio di ferro tra governo e regioni che chiedono uno slittamento generale dell’inizio della scuola e il ritorno alla DAD per qualche settimana: qualche regione, come la Sicilia, sta prendendo tempo, per valutare il da farsi, prolungando le vacanze natalizie di tre giorni. Sparse sul territorio, tante sono le iniziative a livello locale per il posticipo delle lezioni in presenza.

Contemporaneamente si allarga anche il fronte dei pro DAD: presidi, docenti e Ata, appoggiati dai sindacati sono in allarme e sostengono che, a queste condizioni, ritornare a scuola sarebbe un’odissea, un disastro. Anche da parte delle famiglie arriva una forte preoccupazione per il rischio altissimo dei contagi e un dissenso verso le nuove misure in materia di quarantena giudicate discriminatorie.

Nello stesso tempo, tuttavia, in questo panorama di apprensione e caos, si sollevano le voci seppur limitate di chi, invece, appoggia le scelte del governo e dice no alla DAD, supportando la decisione di ritornare  a scuola.

In Campania, genitori contro De Luca

Il presidente della Regione Campania, De Luca, ha emanato un’ordinanza con la quale dispone la chiusura della scuola d’infanzia, primaria e delle medie e il ripristino della DAD fino al 29 gennaio. Il ministro Bianchi ha già annunciato che il governo impugnerà l’ordinanza di De Luca, che resta convinto della decisione presa.

Nel frattempo, però alcuni genitori vogliono il ritorno in classe e si schierano contro il presidente regionale: appoggiati dagli avvocati Giacomo Profeta e Luca Rubinacci, hanno presentato un ricorso al TAR Campania per l’annullamento dell’ordinanza. Il tribunale ha disposto che la Regione Campania dovrà esibire entro le ore 10 di lunedì 10 gennaio “gli atti pertinenti e rilevanti a presupposto dell’ordinanza impugnata”. Il provvedimento, infatti, afferma che “l’ordinanza motiva l’esigenza della disposta sospensione facendo diffuso riferimento a dati, report e acquisizioni istruttorie non disponibili agli atti del giudizio che è opportuno, in ragione della rilevanza della questione, che vengano portati all’attenzione del giudicante fin dalla fase cautelare”.

No alla DAD, ‘vergognoso che siano presidi e docenti a chiederla’

Arrivano le voci anche di chi vuole il ritorno in classe, giudicando la DAD una scelta sbagliata. Il preside Squillace del liceo Volta di Milano in un’intervista al quotidiano “Il Giorno” afferma che si vergogna nel vedere i colleghi chiedere di chiudere le scuole e attivare la DAD. “Un anno fa di questi tempi protestavo, insieme a tanti, contro i governatori che a ogni accenno di impennata dell’indice Rt venivano colti da riflesso pavloviano e, per far vedere che facevano qualcosa, chiudevano le scuole spedendoci tutti in Dad. Personalmente ritengo la scuola un servizio fondamentale, essere noi a chiedere di tornare in didattica a distanza significa aver introiettato l’idea della marginalità e della facile sostituibilità del nostro ruolo”.

Della stesso parere è Maria Amodeo, preside dell’Istituo Giulio Natta di Bergamo: “Ritornare in DAD è una iattura soprattutto dopo che con gran fatica stiamo cercando di ricostituire le routine educative e formative per giovani e bambini sempre più fragili e disorientati” dice a ‘Orizzonte Scuola’. Per la dirigente non avrebbe senso tenere le scuole chiuse quando tutto il resto resterebbe aperto, sarebbe una grande ingiustizia sociale: sottolinea che a scuola i ragazzi sono più protetti rispetto a fuori, perché sottoposti al controllo continuo dei docenti. La preside invita tutti i colleghi e i docenti che hanno firmato la petizione a riconsiderare l’importanza del ritorno in classe per gli alunni.