Bambini a scuola
Bambini a scuola

La variante Omicron, pur essendo meno aggressiva delle precedenti forme del virus, colpisce anche e soprattutto i più piccoli. L’Istituto Superiore della Sanità ha lanciato l’allarme: ‘La fascia d’età compresa tra i 5 e gli 11 anni è quella che sta registrando il maggiore incremento di casi nei bambini, a partire dalla seconda settimana di ottobre. E si rileva ancora un forte aumento dei ricoveri per i più piccoli di 5 anni, pari a oltre dieci per 1.000.000 abitanti, e un aumento più contenuto nella fascia 16-19 anni’. 

Riapertura scuola, preoccupa il ritorno in presenza per aumento contagi tra i bambini

Nonostante le vacanze natalizie, i contagi sono aumentati tra i più giovani. L’incidenza è di 1593 casi tra i 10 e i 19 anni (su 100mila abitanti) e di 830 casi nella fascia di età 0-9 anni, numeri che sono rispettivamente quintuplicati e triplicati nel solo mese di dicembre.

Massimo Resti, primario di pediatria all’ospedale Meyer di Firenze, in un’intervista sul quotidiano ‘Repubblica’ di oggi, domenica 9 gennaio 2022, ha spiegato le possibili ragioni di questa impennata di contagi tra i più piccoli, con la variante Omicron.

Prima pochi contagi tra i bambini mentre ora prendono la variante Omicron: perché?

‘Non abbiamo una risposta a questa domanda – ha dichiarato il professor Resti – All’inizio a livello internazionale ci si chiedeva come mai non si infettavano, restavamo a bocca aperta di fronte a questa circostanza. Ora è cambiato tutto, anzi sono particolarmente suscettibili. Io credo che Omicron utilizzi recettori diversi rispetto al Covid iniziale e i bambini si infettano di più. È ancora presto per capire se a queste infezioni faranno nascere casi di Long Covid come abbiamo visto in passato, ovvero affaticamento, astenia e testa vuota. Si tratta di sintomi che si trovano nei bambini che hanno avuto l’infezione, anche non grave, come nell’adulto’. 

Ma a preoccupare gli esperti del settore è un’altra patologia, la cosiddetta Misc, malattia infiammatoria sistemica. ‘Si tratta di uno sbilanciamento del sistema immunitario – ha spiegato il professor Resti al quotidiano ‘Repubblica’ – uno sbilanciamento che continua a mantenere un forte risposta anche quando il nemico, cioè il virus, se ne è andato. Provoca una vasculite, un danno dei vasi sanguigni. Nei mesi scorsi, non vedevamo casi di Covid ma a Firenze abbiamo curato una quarantina di Misc. Ecco, adesso temiamo che si ripresenti dopo questa ondata. Ci vorranno ancora un po’ di giorni per capire se lo farà’, ha aggiunto il primario di pediatria dell’ospedale ‘Meyer’ di Firenze.

Vaccino per i bambini 5-11 anni, i numeri stentano a decollare

La vaccinazione nella fascia di età tra i 5 e gli 11 anni stenta a decollare, forse perché i genitori sono un po’ preoccupati. Il professor Resti ha spiegato che, se fino ad ora si poteva parlare del cosiddetto ‘effetto gregge‘, ora questo concetto è venuto meno. ‘La somministrazione serve a proteggere se stessi – ha ribadito il professore – Per questo ora vediamo un’impennata di casi tra i non vaccinati: non sono protetti da chi invece ha scelto di ricevere il medicinale. Questo accade perché con Omicron i vaccinati si possono infettare, anche se generalmente non fanno una malattia grave, e così trasmettere il coronavirus’.