Il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca
Il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca

Riapertura delle scuole dopo le vacanze natalizie. Oggi, lunedì 10 gennaio 2022, rientrano circa 6 milioni e mezzo di studenti anche se, in media, in un Comune su otto, la scuola non riparte. Mancheranno gli studenti della Sicilia, quelli della Campania e di altre 102 città.

Come riporta ‘Repubblica’ sono 1044 i Comuni che hanno deciso di far slittare il rientro in classe: 43 in Calabria, 22 nel Lazio, 10 in Piemonte, 9 in Abruzzo, 7 in Molise, 3 in Lombardia, 3 in Sardegna, 2 in Basilicata, uno in Veneto e 4 in Puglia. Il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha rilasciato durissime dichiarazioni al quotidiano ‘Repubblica’ di oggi, lunedì 10 gennaio, a proposito della riapertura delle scuole.

Rientro in classe, De Luca: ‘Solo il governo non vede, bambini usati come cavie’

‘Noi riteniamo di muoverci su un piano di piena legittimità – ha esordito così De Luca – Siamo in una situazione di straordinaria e drammatica emergenza, che solo il governo non vede’. Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, nel corso della sua intervista a ‘Repubblica’, ha sottolineato come ‘la cosa davvero scandalosa è che il governo non ha riunito il Comitato tecnico scientifico come chiesto da tutte le Regioni, per avere una base sanitaria oggettiva e autorevole su cui fondare le decisioni.

La nostra ordinanza invece, è conseguente alle valutazioni della nostra Unità di crisi e di tutti i dirigenti sanitari, sul piano epidemiologico e vaccinale. Dobbiamo aspettare le tragedie per decidere misure di prevenzione minima, del tutto proporzionate e che non coinvolgono gli istituti superiori, con tassi di vaccinazione più elevati? – si chiede il governatore della Campania – C’è chi guarda in faccia la realtà e chi è interessato a “fare finta”’.

In merito alle forti dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore (De Luca ha parlato di ‘bimbi usati come cavie’), il governatore della Campania ha risposto così: ‘Quando le misure che si prendono prescindono dalla realtà vera che c’è nei territori e negli ospedali; quando si continua sulla linea del “fare finta”, le conseguenze rischiano di pagarle i più piccoli. Non mi sento vincolato al “politicamente corretto”. Dico quello che vedo, adopero parole conseguenti e chiare, e rispondo alla mia coscienza, non a logiche opportunistiche’.